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Johann Peter Hebel

Storie bibliche

17 Ottobre 2020 | Recensione di
Storie bibliche
Scheda
Leo S. Olschki Editore
2020
€ 30,00

Il nome di Johann Peter Hebel, svizzero di Basilea, morto nel 1826, appartenente convinto alla Chiesa luterana, sebbene altrettanto convinto che si potesse andare d’accordo con chiunque, prolifico scrittore con interessi catechistici o, diremmo oggi, pastorali, probabilmente non ci dice granché.

Anche il fatto che questo libro ne riporti un suo testo nella traduzione italiana di metà ’800 (del resto comprensibilissima, e talora persino simpatica, come quando raccontando dell’arrivo del popolo ebraico alle falde dell’Oreb, in Es 19,14, dove leggiamo che Mosè ordinò al popolo di fermarsi ai piedi del monte avendo «lavato le vesti», Hebel ridice: «In abito di bucato»), voluta dalle comunità evangeliche delle vallate nei Grigioni di lingua italiana, di nuovo a proprio uso e consumo pastorale, non invoglia molto.

Eppure, più di un indizio dovrebbe convincerci a prendere con attenzione in mano questo testo. Il fatto che l’autore abbia dei fan di «peso»: Goethe, Hermann Hesse, Walter Benjamin che ne discute con Scholem, persino Adorno. Ma, soprattutto, che i racconti biblici selezionati e scritti da Hebel sono proprio scritti bene. Si capisce che l’autore ha in mente, come qualsiasi altro racconto, i potenziali lettori. Del resto, non abbiamo reimparato anche noi che la Bibbia è da «raccontare» ancora prima di tutto il resto?

Quello che gli esperti hanno definito il «metodo narrativo» non ha ridato dignità e profondità alla lettura attuale della Sacra Scrittura? Recuperando il potere «performante» del racconto: che anche se non abbiamo ben capito l’aggettivo, ci ricorda tanti racconti che hanno lasciato una traccia profonda nella nostra vita, più di tante dotte spiegazioni. E in questi racconti ci sono le belle parole, semplici, misericordiose, comprensibili, umane e divine, di cui abbiamo bisogno.

Data di aggiornamento: 17 Ottobre 2020
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