Un Parlamento per la legalità

Nato trentacinque anni fa in un Sicilia ferita dal piombo e dalle bombe della mafia, oggi il Parlamento della legalità continua la sua opera concreta per combattere la cultura mafiosa.
18 Ottobre 2021 | di

È a Monreale, nel cuore di una Sicilia ferita dal piombo e dalle bombe della mafia, che trentacinque anni fa, nel 1985, muove i primi passi quello che meno di dieci anni dopo diventerà il Parlamento della legalità internazionale. Un’isola, la Sicilia, tante volte umiliata dalla violenza ma pur sempre nobile e forte, nella quale, all’indomani delle stragi del 1992 – che insieme alle vite di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e delle loro scorte intendevano mettere la parola fine alla percezione stessa del termine «legalità» –, riecheggiavano però forti le parole di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi di Agrigento: «Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio!». Quasi in risposta a quell’accorato monito del Papa polacco, e sull’onda della necessaria riflessione sulle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ecco prendere forma in modo più forte e definitivo il Parlamento della legalità, movimento culturale interconfessionale, apartitico e di chiara ispirazione cattolica, che raccoglie quel grido forte di «Verità e Giustizia» di tanti uomini e donne liberi dalla mentalità mafiosa.

Ad avere questa intuizione è il professor Nicolò Mannino, amico e collaboratore del giudice Paolo Borsellino, e già consulente della Commissione regionale antimafia della Sicilia. Il movimento culturale ha da subito il consenso del giudice Antonio Caponnetto, coordinatore del pool antimafia, che ne diventerà anche il primo Presidente onorario. In prima linea nel movimento anche Salvatore Sardisco, vice sovrintendente della Polizia penitenziaria ed esperto in Scienze giuridiche con indirizzo criminologico investigativo, autore insieme a Mannino di numerose pubblicazioni in materia di legalità. Anche la vicinanza della Chiesa di Sicilia è forte, ed è concretamente espressa attraverso la presenza di monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, in veste di assistente spirituale del Parlamento, divenuto nel frattempo internazionale.

Obiettivo e principale finalità del movimento è dialogare soprattutto con il mondo della scuola e con la società civile perché tutti, a partire dal proprio talento naturale (letterario, artistico, musicale, sportivo…), possano collaborare allo sviluppo del territorio, trasformandosi così in artefici e protagonisti di un presente «a colori». Ecco allora il Parlamento della legalità lavorare per costruire una cultura, appunto, della legalità nel rispetto dei principi costituzionali, ispirata a tutte quelle persone che, in tanti modi e a qualunque titolo, hanno operato contro le mafie e contro la criminalità organizzata.

«La Sicilia è a pieno titolo terra di eroi – dice Mannino – di uomini e donne che hanno talmente amato lo sguardo dei tanti giovani venduti per una manciata di orgoglio e di denaro alla logica dei paradisi artificiali, che hanno agito coerentemente fino al sacrificio. La Sicilia e l’Italia meritano di più, hanno bisogno di gente meravigliosamente preparata e culturalmente libera da ogni schema di appartenenza, di regime, che non si possa né comprare né vendere. Ricordo a proposito l’espressione di don Tonino Bello: “Dinanzi al tribunale degli uomini, rendete conto delle vostre azioni, ma dinanzi a quello di Dio renderete conto dei troppi silenzi, silenzi che per molti sono più che oro”».

Giovani al centro

Le giovani generazioni sono al centro della mission del Parlamento della Legalità. È proprio per i giovani, e per aiutarli a essere artefici del proprio destino, che il movimento da sempre promuove una cultura di contrasto all’indifferenza, facendo crescere le qualità naturali dell’individuo, a favore di una cittadinanza attiva, che contrasti la mentalità mafiosa e clientelare. Ecco dunque il nascere e il moltiplicarsi di attività editoriali e divulgative, attraverso ogni canale di comunicazione, che favoriscano la crescita e la diffusione di una cultura e di una coscienza antimafiosa. Di pari passo, vengono organizzati studi, convegni, seminari, spettacoli, mostre e incontri per creare un giro di idee e di opinioni che si oppongano alla mentalità mafiosa. Tra tutti, spicca l’organizzazione annuale di un Convegno internazionale sulla legalità. Insieme a tutto questo proliferare di iniziative, non manca l’istituzione di borse di studio e concorsi culturali a favore di giovani studenti, meritevoli e bisognosi, che intendono approfondire il tema del valore della legalità.

«La cosa più bella che posso auspicare per il Parlamento – prosegue Mannino – la traggo da un discorso pronunciato da Paolo Borsellino ricordando Giovanni Falcone: “Abbiamo un grande debito e lo dobbiamo pagare gioiosamente”. Il Parlamento della legalità internazionale ha solo un obiettivo: educare i giovani a scorgere nel loro cuore la bellezza di essere artefici e protagonisti di un mondo “a colori”. L’augurio più bello è crederci sempre, e non mollare mai. Se la vita è un dono, è necessario comprenderne la bellezza fino in fondo». Una speranza, un crederci sempre, che nessuna mafia potrà mai fermare.

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Data di aggiornamento: 18 Ottobre 2021
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