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Alex Zanardi con Gianluca Gasparini

Volevo solo pedalare

… ma sono inciampato in una seconda vita
12 Novembre 2016 | Recensione di
alex zanardi
Scheda
Rizzoli
2016
15,00 €

Una metafora della sua vita. Anzi delle sue due vite, come tiene a sottolineare. Quella prima e quella dopo. Perché Alex Zanardi, 50 anni, già pilota di F1, duramente provato nel fisico dall’incidente accadutogli nel 2001 sulla pista tedesca di Lausitzring (perse entrambe le gambe), non ha ritenuto conclusa la sua esperienza umana e sportiva. Non si è chiuso in se stesso. Ha scelto di vivere, ma non da sopravvissuto. Con tanta voglia di lottare. 

Ed è proprio lui a raccontarsi in questa sua nuova avventura. A parlare del suo nuovo slancio, per dire a gran voce che nulla è perduto. Che tutto può essere conquista. Nello sport come nella vita. Basta volerlo. Lo fa con quest’ultimo libro, scritto insieme a Gianluca Gasparini, giornalista della «Gazzetta dello Sport» in cui ripercorre la sua vita, la carriera e soprattutto lo straordinario recupero, grazie al suo innamoramento per l’handbike (particolare tipo di bicicletta che si muove anche senza l’uso delle gambe), «quello strano marchingegno che colpì la mia curiosità». Una storia che è già leggenda. «La mia seconda vita – dice – è una grande opportunità che Dio mi ha donato».

L’atleta, da poco rientrato dalle Paralimpiadi di Rio (Brasile), dove ha gareggiato, appunto, nella disciplina dell’ «handbike», ha conquistato diversi titolo: due medaglie d’oro, una nella prova a cronometro, l’altra nella staffetta. E poi un argento: gara in linea. «Mettere entusiasmo in ciò che si fa e un pizzico di tenacia e grinta. Ho sempre cercato di seguire ciò che voleva il mio cuore – confida – ma rimanendo sintonizzato col cervello. Non sono il primo ad aver vinto delle medaglie olimpiche e non mi definisco un campione della pedalata».

Un libro che racconta la straordinaria forza d’animo e che diventa forte invito ad aver  fiducia, a guardare sempre avanti, a non mollare. Perché la vita, anche quella provata da sofferenza, apre sempre a nuovi scenari di luce e serenità. Alex è uno stimolo per molti: «So di essere tenuto in considerazione come un esempio per quanti si fermano davanti alle difficoltà». Questo lo riempie di gioia e lo spinge a portare la sua testimonianza. Con un consiglio: «Amare la vita. Sempre». «Anche se – ripete – in fondo non ho fatto niente di straordinario. Volevo solo pedalare».

Data di aggiornamento: 14 Novembre 2016