Dalla gente per la gente

Sostenibile, concreta, fatta insieme alla popolazione: è la solidarietà di Caritas sant’Antonio. 122 progetti, in 40 Paesi del mondo, per un totale di oltre 3 milioni e 800 mila euro, per lenire dal basso i mali della terra.
05 Marzo 2026 | di

In un mondo pieno di guerre, crisi e povertà, è bello essere parte della soluzione, anche se in piccolo e partendo dal basso, ben al di fuori della stanza dei bottoni. È la libertà di chi pensa di non contare nulla, ma, condividendo la passione francescana per gli ultimi, si mette insieme a tanti altri, riuscendo a migliorare la vita di migliaia di persone nel mondo. È questo il miracolo di Caritas sant’Antonio, che, grazie al contributo di moltissimi di voi, quest’anno ha realizzato 122 progetti, in 40 Paesi del mondo, per un totale di oltre 3 milioni e 800 mila euro. I fondi raggiungono la realtà caritativa dei frati attraverso due modalità: la raccolta tradizionale, fatta di tante offerte, e quella che arriva grazie al 5 per mille, in costante aumento negli anni. Una preferenza che certifica l’affidabilità dell’opera e che «ci commuove e ci sprona a fare sempre di più e sempre meglio, in nome di sant’Antonio» afferma fra Valerio Folli, direttore di Caritas sant’Antonio. 

Il progressivo disimpegno dei Paesi occidentali, Europa inclusa, verso la cooperazione allo sviluppo – reso palese dalla soppressione di USAID nel luglio scorso – rende ancora più necessaria e vitale l’opera delle piccole organizzazioni come Caritas sant’Antonio, schierate in prima linea accanto ai missionari e alle associazioni locali, nei più difficili teatri di povertà e di abbandono. È il sostegno della gente per la gente.

Andando al cuore del resoconto, il primo dato che salta all’occhio è che al centro della solidarietà antoniana c’è l’Africa, con 66 progetti e oltre il 41% dei fondi totali. Segue l’Europa, con 13 progetti e il 34,5% delle risorse: una cifra ragguardevole, che però include il progetto di giugno 2025, una cittadella di incontro, formazione e prevenzione della devianza minorile, nel cuore dei quartieri problematici di Palermo, che da sola ha assorbito 700mila euro. Al terzo posto il continente americano, con 22 progetti e il 16% delle risorse, e al quarto l’Asia, con 16 progetti e quasi l’8% delle risorse. 

Contro i mali del mondo

Uno sguardo dall’alto sul tipo di Paesi e progetti realizzati, fa subito vedere che l’operato di Caritas sant’Antonio tocca i maggiori «nervi scoperti» del mondo, come fosse un microcosmo. Primo tra tutti, «la guerra mondiale a pezzi», come la chiamava papa Francesco con incredibile lungimiranza, che è ormai criterio di scelta di tanti nostri progetti. Non a caso il Paese in cui ci sono più realizzazioni è la Repubblica Democratica del Congo, afflitta nella sua storia da lunghissimi conflitti armati, l’ultimo dei quali si è riacceso nel 2022, causando una catastrofe umanitaria con milioni di sfollati. Guardare avanti nonostante tutto è stata la richiesta dei missionari e delle missionarie del Paese: con loro abbiamo contribuito a far funzionare centri medici, costruito e ristrutturato aule scolastiche e dormitori per gli allievi più fragili, scavato pozzi, affiancato piccole imprese o progetti di avviamento al lavoro. Nel Myanmar, dilaniato dalla guerra civile e dall’ultimo sisma del marzo 2025, la popolazione è allo stremo e gli sfollati interni sono più di 3,5 milioni: Caritas sant’Antonio è accanto a un gruppo di suore che portano sollievo materiale e spirituale nei campi profughi, dove l’aiuto internazionale ormai arriva con il contagocce. 

Cercare di raggiungere chi sta soffrendo per la guerra ci ha catapultato anche in Occidente, in Ucraina, dove i frati romeni, in accordo con i conventi ucraini, continuano a far arrivare i beni necessari alla sopravvivenza dei profughi di guerra. Ancora un Paese in difficoltà, alla ribalta delle cronache: è il Venezuela il giorno dopo l’incursione americana e il prelevamento del presidente Maduro, un momento di grande incertezza, in un contesto di già grave povertà: «Con i frati del posto – spiega fra Valerio – abbiamo avviato un poliambulatorio con 45 specialisti, un’assistenza di qualità a misura di povero. Per sostenere questa e altre opere dei frati locali abbiamo preso in carico anche un allevamento avicolo, che è aperto alla popolazione, perché possa acquistare carne e uova a prezzi sostenibili». 

Altro nervo scoperto del mondo e altra microsoluzione. Stavolta siamo in Mozambico e la guerra che qui si è combattuta è quella contro i cambiamenti climatici: «Abbiamo rimesso in piedi una scuola danneggiata pesantemente da un ciclone; ci capita sempre più spesso. L’anno scorso è stata anche la volta di un villaggio in Ghana in buona parte distrutto da un’alluvione» racconta fra Valerio. Sempre più numerose le richieste di accesso all’energia, in un contesto mondiale in cui le risorse energetiche sono sempre più care, specie per chi non ha infrastrutture adeguate: «È ormai entrata nella normalità la richiesta di sistemi solari, soprattutto per le scuole e gli ambulatori. Quando si ha bisogno di una continuità energetica, come per i piccoli ospedali rurali, acquistiamo anche i generatori». 

Tra i nervi scoperti del mondo c’è anche la povertà che oggi dilaga non solo nei Paesi a basso sviluppo, ma anche nei Paesi cosiddetti ricchi: «Nel tempo del covid, facendo perno sulle parrocchie e sui conventi dei frati, soprattutto in Italia, abbiamo istituito il Fondo di solidarietà Pane di sant’Antonio per aiutare le famiglie in difficoltà attraverso una serie di misure, gestite dai frati locali: sostegno al reddito, borse lavoro, pagamento di bollette, spese scolastiche, assistenza medica. Un servizio che è continuato nel tempo, a cui quest’anno sono stati assegnati 150mila euro». 

I numeri del 2025

Passando dai contenuti ai numeri, vediamo che questo sollievo ai mali del mondo ha preso soprattutto alcune strade: 30 progetti di sanità, igiene e nutrizione, 29 progetti scolastici, 24 progetti di «promozione umana», ovvero progetti comunitari di varia natura, dalla formazione ai diritti e al lavoro, al superamento di alcuni fattori che causano povertà. Di una certa importanza anche i 17 progetti che hanno costruito case accoglienza e dormitori per le fasce di popolazione più fragili e i 10 progetti per l’accesso all’acqua dei villaggi rurali, soprattutto pozzi e piccoli acquedotti.

Per quanto riguarda i beneficiari, quest’anno le categorie su cui si è puntato di più sono i bambini e i ragazzi delle scuole e le popolazioni locali, soprattutto se in zone rurali. «Per tanto tempo – spiega il direttore – i beneficiari privilegiati della nostra solidarietà sono stati i più giovani. Andando avanti negli anni ci siamo, però, sempre più resi conto che l’accesso alla scuola era importante, ma da solo non bastava. Lavorare sulle comunità, promuovendo servizi, formazione umana, sanitaria e professionale voleva dire spingersi verso l’ideale della presa in carico della persona a 360 gradi». Al terzo posto tra i beneficiari ci sono le donne, con dodici progetti. E anche qui l’attualità rientra dalla finestra: un progetto in Nepal è a favore delle vittime di violenza domestica, ma sono tanti i microprogetti, soprattutto in Asia, per istituire ostelli per ragazze, in modo che non debbano fare grandi tragitti da sole per andare a scuola o al lavoro, proteggendole dagli abusi. Alle donne sono dedicati anche alcuni progetti di avviamento al lavoro, per restituire autonomia e dignità.

Formare gli operatori

L’impegno a favore della formazione da parte di Caritas sant’Antonio si è esteso anche alle parrocchie e alle associazioni locali che, per mancanza di strutture e di personale qualificato, non sono in grado di fare progettazione per lo sviluppo e di presentarla a varie agenzie per accedere ai fondi nazionali e internazionali dedicati. «Molti responsabili di progetto sono sacerdoti, suore, religiosi o operatori che vivono in luoghi sperduti e poverissimi, a cui nessuno darebbe credito – chiarisce fra Valerio –. Le operatrici di Caritas sant’Antonio hanno anche il compito, molto faticoso, di aiutare queste persone a imparare i processi di progettazione. Ogni progetto è seguito passo passo, a fasi di avanzamento lavori. Ogni fase ha una rata di budget e un resoconto intermedio. In questo modo si controlla l’utilizzo del denaro e allo stesso tempo si trasferisce a queste persone un’esperienza utile per collaborare con altre organizzazioni nel futuro». 

Questo processo ha due vantaggi: il primo è che il 99% dei progetti approvati da Caritas sant’Antonio va a buon fine; il secondo è che sempre più operatori locali diventano referenti attendibili, allargando la rete della progettualità di Caritas sant’Antonio. Collegata a questa attività di coaching, c’è la scelta di accettare come primi progetti di nuovi referenti solo realizzazioni piccole, alle quali Caritas sant’Antonio dà un contributo nella fase finale. Non a caso, la maggior parte dei progetti 2025 di Caritas sant’Antonio, per la precisione il 61% del totale, sono microrealizzazioni. Ed ecco nello specifico quali sono le voci di spesa più importanti del 2025. Al primo posto i progetti di costruzione parziali o totali di edifici a uso comunitario: questo tipo d’intervento ha riguardato 40 progetti e ha assorbito oltre la metà dei fondi raccolti (53,62%).

Al secondo posto, l’acquisto di attrezzature, in prevalenza mediche, con 30 progetti e il 16% della spesa. Al terzo posto, le ristrutturazioni con 19 progetti e il 12% circa della spesa. «Accettare i progetti di costruzione e di acquisto attrezzature – commenta fra Valerio – è una scelta tutta nostra, che spesso non viene condivisa da altri enti di beneficienza, proprio a causa dei costi. Caritas sant’Antonio, grazie ai rapporti privilegiati che si creano con la Chiesa e con i frati locali dell’ordine, cerca di offrire alle comunità quei mezzi che servono allo sviluppo, ma che da sole queste realtà non potrebbero raggiungere, come un ambulatorio, le aule scolastiche, un ecografo per le partorienti». Tutti ingredienti di una solidarietà che guarda al piccolo e al concreto, sostenibile e pensata insieme ai beneficiari, fatta dalla gente per la gente. In nome di sant’Antonio.

Segui i progetti su www.caritasantoniana.org

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Data di aggiornamento: 05 Marzo 2026

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