Venezia. Arriva il Redentore

Dal 17 al 19 luglio il capoluogo lagunare si prepara a celebrare la festa del Redentore, tra le più importanti e conosciute feste cittadine, nata nel 1576 da un voto che la città fece a Gesù Cristo Redentore per la liberazione dalla peste. 
17 Luglio 2026 | di

Ogni anno, nel terzo fine settimana di luglio (quest’anno nei giorni 17, 18 e 19), Venezia si prepara ad accogliere migliaia di turisti che si uniscono ai residenti per celebrare una delle tre principali e più conosciute feste cittadine: la festa del Redentore (le altre due sono la festa della Madonna della Salute, il 21 novembre, e la festa di San Marco, il 25 aprile).

La festa del Redentore è capace di unire storia, fede e tradizione popolare. Le sue origini risalgono al XVI secolo, quando la città fu colpita da una gravissima epidemia di peste, favorita anche dagli intensi traffici commerciali della Serenissima con il Mediterraneo e l’Oriente, epidemia che, tra il 1575 e il 1577, causò la morte di circa 50 mila persone, pari a quasi un terzo della popolazione veneziana. L’epidemia ebbe conseguenze devastanti non solo sul piano demografico, ma anche su quello economico, politico e sociale, mettendo in ginocchio una delle più potenti repubbliche marinare dell’epoca.

Per impetrare la fine del contagio, il Senato della Repubblica di Venezia, il 4 settembre 1576, stabilì di realizzare una grande chiesa, nell’area del convento francescano della Giudecca, quale voto a Cristo Redentore se la città fosse stata liberata dalla peste. Quando l’epidemia terminò, il voto venne mantenuto e il 3 maggio 1577 venne posata la prima pietra della grande chiesa, ancora oggi considerata uno dei capolavori dell’architettura rinascimentale italiana. Il progetto fu affidato all’architetto Andrea Palladio, il quale, però, non portò a termine la costruzione, perché morì nel 1580. A concludere l’opera fu dunque il suo allievo Antonio da Ponte, lo stesso architetto che progettò il ponte di Rialto.

Fin dalla sua istituzione, la festa assunse un profondo valore religioso e civile. Ogni anno il Doge, accompagnato dal Patriarca, dai senatori e dalle principali Magistrature della Serenissima, attraversava un ponte di barche costruito appositamente per raggiungere la chiesa e partecipare alle solenni celebrazioni. Questo rito simboleggiava il ringraziamento collettivo della Repubblica per la salvezza della città e rafforzava il legame tra il potere politico e la fede religiosa, elementi fondamentali dell’identità veneziana. E ancora oggi, ogni anno, esattamente nel terzo fine settimana di luglio, come ricordavamo all'inizio, la tradizione viene rinnovata con la costruzione di un ponte votivo galleggiante (che quest’anno sarà inaugurato il 17 luglio alle ore 19) che collega le Fondamenta delle Zattere alla Basilica del Cristo Redentore sull’isola della Giudecca. Attraversare questo ponte rappresenta un gesto simbolico di devozione e di memoria, che richiama migliaia di veneziani e pellegrini. Le cerimonie religiose hanno il loro clou la sera della domenica, quando, alle ore 19, viene celebrata la Santa Messa conclusiva presieduta dal Patriarca Francesco Moraglia alla presenza delle autorità civili e di numerosi cittadini.

Parallelamente alle cerimonie religiose, si svolge la grande festa popolare: migliaia di imbarcazioni, addobbate con palloncini, lanterne e festoni, si radunano la sera del sabato in Bacino San Marco, mentre le rive ospitano tavolate di residenti veneziani o turisti che cenano all’aperto. Il momento più atteso è lo straordinario spettacolo pirotecnico (che quest’anno inizierà alle 23.30 del 18 luglio e durerà come di consueto all’incirca 45 minuti), che illumina il Bacino di San Marco e il Canale della Giudecca. I riflessi dei fuochi sull’acqua con lo sfondo dei monumenti veneziani offrono uno scenario di rara bellezza, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Nel pomeriggio della domenica, poi, nel Canale della Giudecca si svolgono le tradizionali regate (quest’anno con inizio alle ore 16), che testimoniano il profondo legame tra Venezia e la sua storia marinara.

La festa del Redentore è molto di più di un semplice evento folkloristico: è un simbolo dell’identità veneziana, della capacità della città di rialzarsi dopo le difficoltà e di mantenere vive le proprie tradizioni.

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Data di aggiornamento: 17 Luglio 2026
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