Sartini: eremita della bellezza

Da oltre sessant’anni le giornate di Ulisse Sartini cominciano in studio, il suo eremo, alle sei del mattino, e finiscono al calar del sole: la pittura è la sua vita.
20 Ottobre 2026 | di

La vocazione di Ulisse Sartini (Ziano Piacentino, 1943) nasce da lontano. Nel 1949, in prima elementare, vince un concorso nazionale di pittura. Poi, agli inizi degli anni Settanta, giunge a Milano: gli studi dal maestro Luigi Comolli, le prime personali. «Allora desideravo essere “moderno”, ispirato da Henry Moo­re e dai maestri dell’astrazione». È Filippo Schettini, gallerista di Crippa, Dova e Baj, a invitarlo a cambiare prospettiva dopo aver visto un autoritratto giovanile. Da allora la pittura – che guarda ai grandi maestri del Rinascimento – e la figura saranno per Sartini un orizzonte invalicabile. Con una predilezione per il ritratto e i soggetti religiosi. «Sono un appassionato di lirica. Maria Callas è stato il primo ritratto importante su commissione: nel 1980 viene collocato al Museo del Teatro alla Scala. Quando è riuscito, il ritratto è la sintesi di corporeità e interiorità». 

Anche l’arte sacra è fondamentale nell’opera di Sartini. Le sue opere sono collocate in una trentina di chiese, tra cui il duomo di Piacenza con la grande Ultima Cena. Suoi sono i ritratti ufficiali di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco. «Dipingere per me è preghiera. Ed è motivo di commozione vedere le persone pregare dinanzi alle mie opere». Altro caposaldo dell’opera di Sartini è il ciclo Embriocosmo: uno sguardo che lega il miracolo del concepimento di una nuova vita umana e le origini dell’universo. Una prospettiva sull’Infinito che si declina sia come opere autonome sia come «orizzonte» per i ritratti e i lavori d’arte sacra. 

Da oltre sessant’anni le sue giornate cominciano in studio, il suo eremo, alle sei del mattino, e finiscono al calar del sole: la pittura è la sua vita. «Contemplando la Sindone ci troviamo faccia a faccia con il più bello dei figli dell’uomo. E così se penso alla bellezza non posso che pensare a Maria. Cosa ci può essere di più bello del volto della Madre di Dio?».

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Data di aggiornamento: 20 Ottobre 2026
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