Histria, risorta dalle acque
Gli archeologi stanno procedendo con il piano di scavi per riportare alla luce la colonia greco-romana di Histria (chiamata inizialmente Istros), sulla costa occidentale del Mar Nero, nel distretto di Costanza, nella regione della Dobrugia. La polis vanta il primato di essere la più antica città dell’attuale Romania, prima di Tomis, l’odierna Costanza, luogo d’esilio del poeta latino Ovidio, e di Callatis, l’odierna Mangalia, fondate nel VI secolo avanti Cristo. Histria è stata riscoperta nel 1868, un secolo dopo Pompei, dall’archeologo francese Ernest Desjardins, e si sviluppa su oltre 60 ettari. Comprende diversi livelli e cerchia di mura, basiliche, abitazioni, terme, attività commerciali di quello che fu un porto per le rotte verso l’interno, attraverso il Danubio e i territori delle tribù dei Geti.
Le città greche conobbero precocemente un’intensa attività economica. Nei loro laboratori si producevano strumenti e armi in bronzo e ferro, ceramiche, gioielli, perline di vetro. Tutte e tre le colonie coniavano la propria moneta in argento e bronzo. La datazione della fiorente attività commerciale si basa sulla moneta più antica ritrovata, risalente al V secolo avanti Cristo: un conio argenteo raffigurante il dio Apollo, sebbene l’insediamento della polis risalga a due secoli prima, grazie alla sua posizione favorevole ai commerci fluviali lungo il Danubio, come testimoniano le anfore ritrovate, in parte importate e in parte di produzione locale. Apollo medico, infatti, era il protettore della città all’epoca della prima rivolta popolare, che diede vita alla prima assemblea democratica. Il carattere ellenico della vita culturale e religiosa delle colonie è illustrato dalle iscrizioni in lingua greca e dall’esistenza di teatri e di templi in cui venivano venerate le divinità del pantheon ellenico. Le scuole prestavano grande attenzione alla preparazione fisica e intellettuale dei giovani.
La città sommersa e ritrovata
La città di Istros è stata ritrovata dopo la metà dell’Ottocento, ma gli scavi più completi sono avvenuti a seguito della Prima guerra mondiale, sotto un’area lagunare simile a quella veneziana, che sembra essere la causa della scomparsa del nucleo urbano: una città invasa dall’acqua salmastra e dalla natura che ricopriva l’area a sud della foce del Danubio. Ne è emersa un’area urbana sviluppata, con vie pavimentate e numerosi edifici dedicati a diversi usi, sia pubblici sia religiosi. «Gli scavi archeologici che stiamo eseguendo – chiarisce George Stan, conservatore del complesso archeologico Histria – hanno riportato alla luce nuove abitazioni che confermano quanto sostenuto: riguardano un quartiere fuori dalle mura, ma che rispetta il piano urbanistico della polis fondata da coloni provenienti da Mileto (una città ionica dell’Asia minore, ndr) per commerciare con il popolo dei Geti. Il nuovo quartiere edificato dai Romani si espande, dunque, grazie al piano della vecchia città ellenistica a indicare l’opera di ingrandimento di questo popolo di conquistatori. I Romani hanno costruito luoghi specifici, molti dedicati alle divinità, il rinnovato ginnasio e l’anfiteatro, che fu edificato sopra il teatro greco».
Di particolare rilievo appare l’area termale dentro le mura: un complesso imponente, con la parte del frigidarium, una zona per il massaggio, il tepidarium e il laconicum dotato di acqua calda. Fuori dall’ultima cerchia di mura si possono visitare le domus novae, i forni, le sepolture, le diverse tipologie di fortificazioni, e accedere al museo, fondato nel 1982, con l’esposizione di manufatti, frammenti ceramici e iscrizioni, a testimonianza soprattutto della stratificazione degli insediamenti tra il periodo arcaico e quello classico.
La vittoria di Traiano
A completamento della visita dell’intero complesso archeologico, il più rilevante della Romania, a pochi chilometri di distanza, ad Adamclisi, si erge il Tropaeum Traiani, il monumento che celebra la vittoria avvenuta nell’anno 101 dell’imperatore Traiano sull’incursione dei Daci, la popolazione indoeuropea discendente dai Traci. Se il colossale Trofeo, in forma circolare e con 54 metope che raffigurano scene realistiche di combattimento, ma che è stato interamente restaurato, rappresenta l’arte monumentale romana che ne testimonia la forza militare, il complesso archeologico di Histria è un prezioso documento per leggere la vita, la cultura e la società che dall’epoca dei coloni milesi si estende fino a quella romana.
Il passaggio ai Romani come città federata, di fatto sotto la dominazione di Roma, risale agli anni 72-71 avanti Cristo, e prosegue fino al III secolo, ed è un esempio di civiltà greco-romana in continuità del nome derivante dall’antico dio fluviale tracio del Danubio, e dell’importanza strategica della sua posizione nella parte orientale dell’Impero romano.
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