Viviamo in un’epoca in cui le regole di convivenza condivise sembrano saltate, mentre a dominare il mondo è la legge del più forte. Che sta succedendo? Quali sono le possibili vie d’uscita?
In un’epoca in cui la guerra viene invocata come fatalità inevitabile, come unica risposta possibile alle tensioni geopolitiche, riscoprire il senso profondo della parola «pace» diventa un atto rivoluzionario.
La fine di febbraio, ultime code dell’inverno, mi appare sempre un periodo nero, incerto, pericoloso. Guerre che cominciano, guerre che finiscono. Che fingono di finire. Guerre, insomma.
Un progetto di ricerca bioculturale finalizzato a indagare il rapporto tra la comunità Inuit nella terra dei ghiacci e il suo territorio: lo ha avviato il MUSE di Trento in collaborazione con The Red House Greenland Foundation di Robert Peroni.
I dietrofront dell’Europa su alcune regole del Green Deal potrebbero far pensare che sia arrivato al capolinea. Invece i dati dimostrano che è in corso e che sarà probabilmente la via non solo contro la crisi climatica ma anche per rilanciare l’economia.
Nella Bibbia Dio volle punire l’umanità corrotta e violenta mandando un devastante diluvio. Alle radici di un mito antico che è insieme racconto di distruzione e di nuova vita. Un segno che neppure il male peggiore dura per sempre.