Quell’uomo fra le montagne canadesi, con la sua vecchia macchina fotografica, voleva raccontare solo la bellezza di un lago incastonato fra le montagne?
Una mostra fotografica a Roma celebra la ripresa italiana nel secondo dopoguerra. Quindici anni di sacrifici e traguardi senza i quali oggi non saremmo ciò che siamo.
Per tre anni il fotografo americano documentò Pittsburgh in lungo e in largo con la sua macchina al collo. Ora il nucleo centrale di quell’immenso reportage è esposto al Mast di Bologna fino al 16 settembre.
Curata dal critico siracusano Demetrio Paparoni, la sedicesima edizione di «Contemporary Chaos», mostra estiva del Vestfossen Kunst Laboratorium, raccoglie fino al 23 settembre le opere di oltre sessanta artisti di cui una ventina italiani.