Chissà che non arrivi il giorno in cui chiunque di noi guarderà il presepio, qualsiasi presepio, saprà di avere qualcuno di speciale, un Dio che si è fatto bambino, di cui prendersi cura. E ricomincerà ad amare come se fosse la prima volta.
Dicembre è il mese della nascita che il mondo aspettava. Ma siamo ancora capaci di aspettare e capire il senso rivoluzionario della venuta del bambino?
Tutti i protagonisti che animano il racconto della Nascita hanno seguito l’Amore: a noi fare lo stesso, nel donarsi, fidarsi, rispondere, e mettersi in cammino!
Speriamo che il Natale ci aiuti a non confondere le cose davvero importanti con quelle accessorie e talvolta del tutto inutili… Perché di fronte alla miseria di tanti non c’è autogiustificazione che valga.
«O tu, donna più felice di ogni altra, che hai avuto il figlio in comune con Dio Padre! Di quale gloria risplenderebbe una misera donna se avesse un figlio da un imperatore di questo mondo?» (Sant’Antonio, il Natale del Signore).
La storia è fatta di ponti, perché è dal collegamento tra due posizioni apparentemente distanti e inconciliabili che nascono i cambiamenti. Ed è un ponte "di successo" anche il Progetto Calamaio, che il 3 dicembre festeggia i 30 anni di attività.