«La buona pagina scritta, animata da autentica sensibilità e che non prescinda da valori etici e culturali, diviene squarcio illuminante sulla vita, ne restituisce l’inesauribile ricchezza umana e sa riflettere la bellezza poliedrica della natura». Queste parole, dalla prefazione di Emanuela Favaro, ben si addicono all’opera di Andrea Pietrobon.
Significa «marciume cerebrale» la parola del 2024, secondo l'Oxford Dictionary. La buona notizia è che oggi sono proprio i più giovani a usarla, consapevoli del possibile impatto nocivo di un’esposizione eccessiva a contenuti poveri.
Le scritte cha compaiono sui muri delle nostre città sono a volte vere e proprie perle di saggezza. Sembrano parole buttate lì a caso, ma invece aprono mondi e raccontano tanto di chi le ha scritte e anche di noi che le leggiamo.
«Sono “tutti insieme” quei pensieri della mente che, sotto l’uguale regola della ragione, si radunano con ordine e procedono con discrezione, in modo che nella mente un pensiero non sembri superiore all’altro» (Sant’Antonio, Sermoni).
«Oggi essere rivoluzionari significa togliere più che aggiungere, rallentare più che accelerare, dare valore al silenzio, alla luce, alla fragilità, alla dolcezza». Parola di Franco Arminio, poeta paesologo.