Ripartiamo da tre parole chiave, ereditate dal 2025, che contraddicono l’imperante clima di violenza. Per iniziare il 2026 con il piede giusto.
La narrazione dominante tende a nascondere le enormi disuguaglianze tra ricchi e poveri e le ricadute sociali del riarmo.
Il clima di guerra inizia dall’uso divisivo delle parole, per uscirne occorre un vocabolario universale.
Le guerre non sono l’unica minaccia per l’umanità. Il cambiamento climatico pone questioni cruciali che bisognerebbe affrontare subito.
Quasi un italiano su dieci è in povertà assoluta, ma spesso anche chi ha un lavoro non ce la fa. La solidarietà allevia ma è ora che la politica agisca.
La corsa agli armamenti in UE sta spostando indietro le lancette della storia. A rischio la pace e le condizioni di vita dei popoli.