Le scritte cha compaiono sui muri delle nostre città sono a volte vere e proprie perle di saggezza. Sembrano parole buttate lì a caso, ma invece aprono mondi e raccontano tanto di chi le ha scritte e anche di noi che le leggiamo.
Amare il prossimo è comunicare con esso, nel senso pieno del termine: condividere, mettere in comune, essere in comunione. E oggi, in epoca di social media, che cosa sta succedendo?
Come è possibile che, in piena pandemia, davanti a tutte quelle morti, si litighi per l'apertura degli impianti sciistici o per il cenone di Capodanno?
«Prossimo» è chi ha compassione: non colui che viene amato, ma colui che ama. Un pensiero distante dall'interpretazione che, di questi tempi, viene data alla solidarietà.