Amare è un’arte che richiede un paziente e finissimo lavoro artigianale: dedizione, cura, passione e tenacia. È l’unica «merce» che non si consuma. Anzi, più amore si dà, più esso cresce.
Sfida e paradosso al contempo. La desideriamo più di ogni altra cosa al mondo ma la temiamo, soprattutto se non sappiamo che cosa farcene. Al punto che a volte siamo pronti a barattare l’amata libertà con un po’ di sicurezza.
Anche quando la vita è fatica, dolore e frustrazione, riserva qualcosa di straordinario. Venire al mondo è già un prodigio, la nostra più grande avventura.
Ognuno fiorisce a modo suo, perché siamo diversi e abbiamo diversi terreni interiori e tempi per sbocciare. L’importante è guardare alla vita con occhi stupiti e grati, cogliendo in essa i segni dell’amore di Dio.
Ricominciamo dall’interiorità, ribellandoci contro la superficialità, l’inconsistenza morale, contro gli incantesimi paralizzanti del Nulla. Perché la vera gioia la troviamo dentro di noi.
Il cuore dell’uomo è il campo di battaglia in cui si decide il destino della propria vita. Per questo è importante discernere i pensieri e non far entrare quelli che inaridiscono e turbano. Serve un «portinaio» che vigili sulla porta della mente.