«Gentile direttore, mi rivolgo a voi del “Messaggero” perché apprezzo la sensibilità antoniana e francescana con cui affrontate tanti temi attuali.
«Ci vuole molto coraggio per accettare la giornata delle moltitudini di sofferenze. Il tuo sguardo tra le sbarre della cella che ti “ospita” smarrito si sfuoca, già stanco, dentro di te. Da subito c’è rabbia, ribellanza di tutto.