Calabria: +21,7% di lavoratori autonomi
La Calabria negli ultimi 5 anni ha raggiunto un primato invidiabile: è la regione che ha avuto un boom di lavoratori autonomi, + 21,7%, molto più alto addirittura della media nazionale. Un balzo in avanti stupefacente per una regione che soffre di arretratezze strutturali e che è tra le regioni italiane con il maggior numero di disoccupati. A documentare il nuovo dinamismo è una recentissima ricerca della Fondazione studi consulenti del lavoro: «Il mercato del lavoro in Calabria: numeri e tendenze».
Negli ultimi 5 anni, i lavoratori autonomi sono passati da 122 mila a 148 mila e a loro si deve una buona fetta della crescita occupazionale, impensabile solo fino qualche anno fa. Il mercato del lavoro calabrese, nel suo complesso, è cresciuto di quasi il 9% dal 2022 al primo semestre del 2026, più della media del Mezzogiorno (8,3%) e di quella nazionale (5,6%). I settori più dinamici non sono solo quelli tradizionali ovvero agricoltura, commercio e artigianato ma anche attività a elevato contenuto professionale: il 13,8% delle nuove partite IVA riguarda attività professionali, scientifiche e tecniche e il 10,8% la sanità e l’assistenza.
La crescita dell’occupazione non cancella gli atavici divari. La regione conserva insieme alla Campagna il tasso di occupazione più basso del Paese, ma i nuovi numeri testimoniano che cambiare si può. Anzi al mutare di un parametro, mutano anche gli altri: nello stesso lasso di tempo, infatti, è aumentato il lavoro dipendente (+14,5%) ed è diminuito di oltre 8 punti percentuali il numero dei Neet, i giovani tra i 15 e i 34 anni che né studiano, né lavorano. Ma la sorpresa più grande riguarda le donne: nel periodo 2022-2026, le occupate sono cresciute di quasi il 12%.
I calabresi stanno prendendo in mano la loro economia e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
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