Oggi il mercato sta riducendo di molto i doni, per trasformarli o in regali o in incentivi. Fenomeni simili, ma in realtà molto diversi. Eppure, se non reimpariamo l’arte del dono, perderemo ricchezza, significati, volti, persone.
È molto triste quella vita che termina senza capire che molte, forse quasi tutte, le persone e le azioni più importanti della nostra esistenza ci hanno scelto prima che lo facessimo noi nei loro confronti. E allora inizia la vera gratitudine.
La cosiddetta sindrome dei costi fissi è l’errore di chi si fa condizionare per le scelte attuali dai costi sostenuti ieri. Ma è la terra promessa di domani che dà senso al presente, non il rimpianto per le cipolle d’Egitto.
È prossimo un nuovo medioevo, dove gli aristocratici saranno individui sterili che complicheranno molto la vita a chi la vuole vivere come impegno civile, con e per gli altri, con e per i figli e le figlie.
Grazie alle molte donne che tengono, ogni giorno, in piedi comunità, famiglie, imprese, semplicemente sapendo «restare» quando tutto attorno traballa e crolla.