01 Gennaio 2026

Della Costa, star delle scene

A cento anni dalla sua nascita (1° gennaio 1926, Flores da Cunha, Rio Grande do Sul, Brasile), Maria Della Costa, proveniente da una famiglia di migranti di Feltre (Belluno), resta una icona nazionale del teatro brasiliano.
Della Costa, star delle scene

© Coleção Maria Della Costa e Sandro Polônio, FUNARTE

Maria Della Costa, icona nazionale del teatro brasiliano, nacque cent’anni fa, il 1° gennaio 1926, a Flores da Cunha (Rio Grande do Sul), in Brasile, da una famiglia di migranti di Feltre (Belluno). La sua vita fu caratterizzata da molte difficoltà che ne influenzarono fortemente la crescita, come il rapporto difficile con il padre Amadeu Marchioro che soleva abbandonare Maria e la madre Hermelinda Della Costa, lasciandole in condizioni precarie. Lo rivide solo a 23 anni, dietro le quinte di un teatro mentre lavorava già come attrice, ma si trattarono come estranei. Maria esordì come modella, scoperta da Justino Martis, direttore dell’importante «Revista do Globo» il quale, affascinato dalla sua bellezza, la scelse per varie copertine, nonostante lei sognasse di fare l’attrice. In seguito, Maria si trasferì a Rio de Janeiro dove collaborò con il fotografo Fernando de Barros, dal quale apprese la professione che le permise di apparire in spettacoli e show televisivi, e con il quale ebbe un breve matrimonio.

La passione per la recitazione la fece partecipare all’opera A Moreninha di Bibi Ferreira, figlia di Procópio Ferreira, ma i risultati deludenti per la mancanza di formazione teatrale, la costrinsero a studiare un anno al Conservatório Nacional di Lisbona, in Portogallo. Alla vigilia della partenza, conobbe l’attore e scenografo Sandro Polloni, che diventerà suo marito, nipote della grandissima attrice italo-brasiliana Itália Fausta (Fausta Polloni). Al ritorno in Brasile nel 1946, Maria stipulò un contratto con la compagnia teatrale Os Comediantes, come protagonista di importanti opere, tra cui Terras do sem fin di Jorge Amado, Vestido de Noiva di Nelson Rodrigues, e Rainha Morta di Henry de Montherlant, collaborando anche con artisti europei, come l’importante direttore di una compagnia teatrale italiana, Ruggero Jacobbi o come il polacco Zbigniew Ziembinski, arrivati in Brasile per sfuggire alla Seconda guerra mondiale. Quest’ultimo portò in Brasile il movimento espressionista. Dopo lo scioglimento della compagnia teatrale Os Comediantes, Maria e Sandro crearono il Teatro Popular de Arte, occupando il prestigioso Teatro Fenix di Rio de Janeiro, inaugurato con l’opera Tobacco Road, famosa a Broadway. Nel 1954 fondarono a San Paolo il Teatro Maria Della Costa, progettato dalle archistar Oscar Niemeyer e Lúcio Costa.

Nel 1956 Maria recitò in A Casa de Bernarda Alba, A Rosa Tatuada e Moral em Concordata, oltre che in Giulia del 1960, a Roma, dove conobbe importanti protagonisti del teatro, come Eduardo De Filippo, e venne accolta dalle più alte cariche istituzionali. Maria Della Costa rivoluzionò il teatro brasiliano, rappresentandolo in tutte le epoche, forme e luoghi. Tuttavia, rimase profondamente legata alla cultura contadina delle origini venete, che le trasmisero passione e spirito di sacrificio, facendo del lavoro uno dei suoi principali valori etici. Quando la intervistai nella sua residenza a Paraty (Rio de Janeiro) nel 2011, quattro anni prima della sua morte, mi disse: «La mia origine italiana è molto forte. Il Veneto è la mia terra. Voglio lasciare un bacio e un abbraccio a tutti, e dirvi che sono una donna ancora giovane, nonostante la mia età, e spero di ritornare lì. Sono veneta nell’anima e nel cuore. Sono molto onorata di essere figlia di italiani».

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Data di aggiornamento: 01 Gennaio 2026
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