Fa’ bei sogni

«Il diaspro è una pietra color verde e si dice che scacci i sogni stravaganti; questa pietra è simbolo della povertà che mantiene l’uomo nel vigore della fede» Sant’Antonio, XIV dopo Pentecoste, 4
17 Gennaio 2022 | di

Assomiglia proprio a una freccia scagliata, quest’affermazione di sant’Antonio. A colpirci non è tanto il suo rigore scientifico. Attribuire dei «poteri» alle pietre, infatti, non è per nulla in sintonia con la nostra sensibilità; siamo abituati a dare credito soltanto a ciò che è dimostrabile «scientificamente».

Rimaniamo però ancorati all’intenzione centrale di Antonio, che non esita a fare tesoro della sapienza del suo tempo per donarci parole buone, di sapore evangelico. Al di là delle dubbie caratteristiche «magiche» associate al diaspro verde, il Santo ragiona così: una fede vigorosa ha bisogno di povertà e per essere poveri occorre imparare a scacciare i sogni stravaganti. In altri termini: finché ci sono sogni stravaganti, la fede è in pericolo. Che cosa sono tali sogni? La smania delle ricchezze, il cui frutto è evanescente. Vediamo perché.

Avere fede non è qualcosa di astratto; significa legarsi a doppio filo con qualcuno o qualcosa a cui diamo grande valore. Sarà dunque opportuno vincolarsi con qualcosa che merita fiducia ed è destinato a durare. Ma sappiamo bene che nessuna ricchezza materiale ha la capacità di rimanere a lungo. Se non altro è sicuro che, a un certo punto, sarà la nostra vita a finire e le ricchezze messe da parte saranno perdute.

Ecco dunque l’intuizione di sant’Antonio: l’ansia di metterci al riparo e di trovare stabilità nelle cose accumulate è una sciocca strategia; anzi, è addirittura un sogno stravagante! Sappiamo che un sogno svanisce in fretta e spesso è perfino difficile ricordarlo; abbiamo anche l’impressione che nel sogno si associno in modo sconclusionato «pezzi» di tutti i tipi, difficilmente decifrabili. Esattamente così sono le ricchezze! Se abbiamo cuore e attenzione solo per esse siamo come dei sognatori stravaganti, sebbene, paradossalmente, ci sembri di essere persone concrete.

In realtà, se vogliamo essere concreti, sarà meglio non lasciarsi prendere dalla brama di ammassare cose su cose, titoli onorifici su titoli onorifici, prestigio su prestigio. Seguiamo – è molto meglio – un’altra via! Quella di chi si lega non alle cose, ma alle persone: nell’amore, nell’amicizia. Questo è ciò che resta per sempre! Anche con Dio funziona così: avere fede in lui vuol dire desiderarlo e volerlo come amico! Se c’è uno spazio umano che sempre ci affascina e ci dà gioia è il buon sapore di un’amicizia, non la stravaganza vuota di cose che magari attraggono, ma che lasciano il cuore infreddolito, appunto come una pietra dura!

 

 

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Data di aggiornamento: 17 Gennaio 2022
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