Italiano in via d’estinzione?

Sotto attacco permanente dell’inglese, insidiata dai gerghi del web, minacciata dagli slang giovanili, la lingua di Dante segna il passo. Intervista audio al professor Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca.
17 Aprile 2026 | di

Il futuro della lingua italiana è a rischio, tra anglicismi ormai ampiamente importati o inventati, e un generale impoverimento del vocabolario, che affligge trasversalmente un po’ tutte le fasce sociali.

A lanciare l’ennesimo e inascoltato allarme è il professor Paolo D’Achille, ordinario di Linguistica Italiana all’Università degli Studi Roma Tre, e presidente dell’Accademia della Crusca, un’istituzione nata a Firenze tra il 1582 e il 1583, che con le sue numerose attività concorre ancora oggi a preservare e a promuovere lo studio e la conoscenza della lingua italiana.

Se l’apprendimento della nostra lingua inizia fin dall’infanzia, l’italiano, nel tempo, viene poi sempre più trascurato, soprattutto a favore della lingua inglese.

Perfino le nostre università, che dovrebbero costituire i primi e più importanti presìdi della nostra identità culturale, nella loro offerta formativa contemplano sempre più spesso corsi di laurea anche, o soltanto, in lingua inglese.

Internet e i social media fanno il resto, e annacquano ancora di più l’italiano impoverendo il lessico orale e scritto dei giovani.

Ne parliamo con il professor Paolo D’Achille che oggi è nostro ospite.

 

 

 

 

 

Data di aggiornamento: 17 Aprile 2026
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