Italiano in via d’estinzione?
Il futuro della lingua italiana è a rischio, tra anglicismi ormai ampiamente importati o inventati, e un generale impoverimento del vocabolario, che affligge trasversalmente un po’ tutte le fasce sociali.
A lanciare l’ennesimo e inascoltato allarme è il professor Paolo D’Achille, ordinario di Linguistica Italiana all’Università degli Studi Roma Tre, e presidente dell’Accademia della Crusca, un’istituzione nata a Firenze tra il 1582 e il 1583, che con le sue numerose attività concorre ancora oggi a preservare e a promuovere lo studio e la conoscenza della lingua italiana.
Se l’apprendimento della nostra lingua inizia fin dall’infanzia, l’italiano, nel tempo, viene poi sempre più trascurato, soprattutto a favore della lingua inglese.
Perfino le nostre università, che dovrebbero costituire i primi e più importanti presìdi della nostra identità culturale, nella loro offerta formativa contemplano sempre più spesso corsi di laurea anche, o soltanto, in lingua inglese.
Internet e i social media fanno il resto, e annacquano ancora di più l’italiano impoverendo il lessico orale e scritto dei giovani.
Ne parliamo con il professor Paolo D’Achille che oggi è nostro ospite.