L’albero si giudica dai frutti

«Antonio riconduceva a pace fraterna persone in discordia; ridava la libertà ai prigionieri; faceva restituire le usure e quanto era stato rapito con violenza...» (Vita Assidua 13).
24 Marzo 2024 | di

«Antonio riconduceva a pace fraterna persone in discordia; ridava la libertà ai prigionieri; faceva restituire le usure e quanto era stato rapito con violenza, a tal punto che, seguendo il suo consiglio, restituivano ai derubati quanto era stato tolto o con una richiesta o con denaro» (Vita Assidua 13).

Possedeva forse dei poteri magici sant’Antonio? Ce lo chiediamo un po’ sorridendo, quasi per esprimere il nostro stupore di fronte all’efficacia straordinaria delle sue parole. Come mai la predicazione del nostro Santo era in grado di ottenere frutti così sostanziosi? Proviamo a dare uno sguardo alla sequenza, breve ma impressionante, di questi effetti benefici. In primo luogo, persone tra loro divise, con il cuore lontano le une dalle altre, riscoprono la possibilità concreta di stabilire nuovamente vicinanza, fraternità. Pace fraterna. Non che venissero semplicemente meno conflittualità astiose, ma si instaurava proprio una pace fraterna, vale a dire un clima che immaginiamo di cura reciproca, che rendeva pacificato il cuore. Sì, perché non è sufficiente che nella nostra vita non vi siano guerre. È già molto, certo! Ma la pace più profonda nasce in noi allorché cade ogni forma di indifferenza e, tra noi, si riaccende la corrente vitale di una responsabilità vicendevole. 

Un altro dono reso possibile dalla predicazione di Antonio è la libertà. Evidentemente si tratta di quella libertà di cui avevano diritto persone ingiustamente tenute prigioniere, messe spesso nella condizione di non potersi più dedicare alla cura dei propri familiari. Tante volte accadeva, ai tempi di sant’Antonio. E anche in questo caso ciò che la parola del Santo riusciva a ottenere era il riallacciarsi di legami di cura. Il senso più bello della libertà sta proprio qui. Anche noi assaporiamo il gusto buono della libertà quando non soltanto abbiamo la possibilità di agire ed esprimerci senza restrizioni, ma quando tutto questo lo possiamo mettere in atto a beneficio di altre persone. Il fascino di una libertà feconda, messa in circolo per dare gioia ad altri è una delle esperienze umane più profonde e vere. Infine, la restituzione di quanto è stato rubato o violentemente estorto. Restituire significa colmare un vuoto, riconsegnare a un’altra persona la possibilità di vivere nella dignità, non stritolata da ingiustizie che tolgono il fiato. 

Alla scuola di Antonio

Ma come mai Antonio riusciva a ottenere questi risultati? Questa è la domanda da cui siamo partiti. Credo che avesse così profondamente sperimentato la gioia di sentirsi amato dal Signore, guardato con una benevolenza così coinvolgente e rivitalizzante da avere, anch’egli da parte sua, un cuore capace di vibrare dinanzi alle sofferenze degli altri. E desiderava comunicare con potenza che l’unico vero senso della vita può essere raggiunto mettendosi in sintonia con la bellezza di un amore così grande, facendo di tutto per predisporre un terreno adatto a relazioni da vivere nella libertà e nella letizia. Chi lo ascoltava si sarà sentito risvegliato nelle sue più belle attitudini di umanità, nei propri desideri di bene per altri. La Parola di Dio ha un timbro davvero inconfondibile: riaccende nel nostro spirito la nostalgia di dedicarci con passione ai nostri fratelli e sorelle, ridesta uno sguardo pronto a cogliere nell’altro la sua preziosità.

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Data di aggiornamento: 24 Marzo 2024

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