«Poiché il fiore è in qualche modo l’inizio dei frutti futuri, per fiore s’intende quanto meno un cambiamento e un rinnovamento nell’impegno di progredire» (Sant’Antonio – Sermoni).
In pochi giorni, in questo inizio di marzo, nel Paese più meridionale dell'India si intrecciano i primi giorni del Ramadan e della Quaresima ed è appena passata «la notte di Shiva».
Molta apparenza nasconde molta sterilità. Serve il miracolo – e chiediamolo a sant’Antonio! – d’essere attraversati dal calore solare di relazioni vive e profonde, vere «stelle polari» sul nostro cammino: sono queste a essere davvero reali.
Sono tutti sorridenti gli «Antonii» disegnati dai bambini di Trentola Ducenta (CE), in occasione del pellegrinaggio in Campania delle reliquie del Santo. E siamo certi che lui sorrida per davvero guardando la fede pura di questi piccoli.
«Sono “tutti insieme” quei pensieri della mente che, sotto l’uguale regola della ragione, si radunano con ordine e procedono con discrezione, in modo che nella mente un pensiero non sembri superiore all’altro» (Sant’Antonio, Sermoni).
Antonio è un nome caro alla popolazione timorese. Perché appartiene al nostro Santo, amatissimo tra i giovani, che sono il 70% della popolazione. E perché così si chiamava il frate domenicano Taveira, tra i primi evangelizzatori dell’isola.