New York scoperta 500 anni fa

Il 17 aprile 1524 Giovanni da Verrazzano, esploratore colto e brillante del Rinascimento, entrò con la sua nave, la Delfina, nella baia di quella che sarebbe diventata la Big Apple.
17 Aprile 2024 | di

Il 17 aprile 1524 Giovanni da Verrazzano approdò nella baia della futura New York

Il 17 aprile 1524 Giovanni da Verrazzano approdò nella baia della futura New York

Sullo sfondo dello skyline di New York spicca un ponte maestoso, lungo oltre un chilometro e mezzo, inaugurato 60 anni fa, il 21 novembre 1964, che congiunge Brooklyn e Staten Island. È intitolato a Giovanni da Verrazzano che scoprì la baia della Big Apple. Era domenica 17 aprile 1524, giorno di Pasqua. Esattamente cinque secoli fa. Il primato del navigatore fiorentino è stato riconosciuto solo nel 1909, grazie al Codice Cellere, e ogni anno se ne celebra l’impresa in occasione del «Verrazzano Day». Fin dall’epoca dei grandi viaggi transoceanici, la Storia è stata a lungo «eurocentrica». Tuttavia, contro ogni minaccia di cancel culture, va rimarcato che Giovanni da Verrazzano manifestò sempre l’animo del viaggiatore che osserva il mondo con uno sguardo di meraviglia e di curiosità, proteso verso la conoscenza e il sapere. A fare finalmente luce sulle imprese dell’esploratore di Greve in Chianti è la densa e dettagliata biografia dal titolo Giovanni da Verrazzano – Navigatore e gentiluomo del giornalista e scrittore Marco Hagge (Mauro Pagliai Editore).

La via delle Indie

Dopo la caduta di Bisanzio, l’antica Costantinopoli, il 29 maggio 1453, per mano dei turchi, si chiuse quella che era stata la porta d’accesso alla via verso le Indie. Le corti e i mercanti d’Europa si lanciarono in una corsa forsennata alla ricerca di nuove rotte marittime per raggiungere il Catai. Se Venezia rimase tagliata fuori, imbrigliata com’era nel mare Adriatico, i portoghesi e gli spagnoli gettarono il guanto della sfida tanto che per dirimere le loro controversie territoriali e per scongiurare un fratricidio di re cattolici, venne sancita la spartizione del mondo con il Trattato di Tordesillas, benedetto dall’arbitrato di papa Alessandro VI. Le terre a ovest del meridiano di Tordesillas sarebbero andate alla Spagna. Quelle a est, al Portogallo.

Tuttavia si affacciò un terzo incomodo, la Francia. Ma il suo conflitto armato contro la Spagna finì per fiaccare e ridimensionare le pur legittime ambizioni della corona transalpina. In questo contesto, emersero le figure dei mercanti e dei banchieri, soprattutto fiorentini, che ebbero un ruolo determinante nel finanziare i viaggi d’esplorazione della Francia. Altrettanto rilevante fu l’apporto delle maestranze di casa nostra. Sulla piazza, i migliori cartografi, geografi, marinai, navigatori erano spesso italiani. E tutti se li contendevano. Nacque in questo milieu commerciale e culturale il primo viaggio di Verrazzano alla ricerca di una via marittima per le Indie, come altri navigatori, e allo stesso modo inconsapevole scopritore di coste e abitanti del Nuovo Mondo, grazie anche alle sue ricercate competenze tecniche e scientifiche.

Manhattan

Il viaggio di Verrazzano iniziò nel dicembre del 1523 dal porto francese di Dieppe, in Normandia, con una piccola flotta di quattro navi. L’ammiraglia era la Dauphine (Delfina). Due navi colarono a picco in seguito a una tempesta. Le altre ripararono nell’isola di Madera. Ma la Normanna rien­trò a Dieppe con Alderotto Brunelleschi, uno dei finanziatori dell’impresa. Così la Delfina attraversò da sola l’oceano Atlantico con un equipaggio di una cinquantina di persone. Vi facevano parte anche botanici, entomologi e un agronomo. Il 6 marzo avvenne il primo contatto con una «terra nuova», che Verrazzano battezzò come Punta dell’Olivo (oggi Cape Fear, lungo la costa della North Carolina). Gli esploratori si imbatterono in gruppi di indigeni che si dimostrarono entusiasti e ospitali.

Il viaggio continuò in un alternarsi di paesaggi di incommensurabile bellezza e di incontri con nuovi e misteriosi abitanti che non sembravano affatto selvaggi. Il momento culminante (forse non per l’allora ignaro Verrazzano) riporta la data del 17 aprile 1524 quando la spedizione arrivò in una «grandissima riviera», quello che oggi è il fiume Hudson. «Per entrare nella baia, Giovanni passò dal punto in cui, qualche secolo dopo, sarebbe nato il ponte che porta il suo nome, collegando Brooklyn e Staten Island», ricorda Marco Hagge nel suo prezioso saggio. «Gli esploratori sbarcarono trovando una popolazione predisposta alla socialità». La Baia «venne dedicata a Santa Margherita, mentre gli indigeni in festa indicarono alla nave l’isola dove approdare in piena sicurezza, che venne battezzata Angoulême, e oggi si chiama Manhattan». Sfortunatamente le condizioni meteorologiche peggiorarono e l’equipaggio di Verrazzano fu costretto a risalire sulla Delfina e a riprendere il viaggio. La nave trovò «un bellissimo porto (l’attuale Newport, nella Baia di Narragansett)». Anche l’accoglienza da parte dei nativi fu positiva e sorprendente.

Verso nord

Il viaggio proseguì. Le foreste si infittirono. Il clima si fece più rigido.Le popolazioni locali vestivano pelli d’orso e di lupo. E non erano affatto gentili con i nuovi venuti. Verrazzano assegnò a questa costa il nome di Terra di Mala Gente (l’attuale Massachusetts) prima di fare rotta verso quello che oggi è il Maine. «Infine, “Navigando intra subsulano et aquilone” (cioè verso nord-est) si avvicinarono alla terra che “trovorono per il passato e’ Britannj”, vale a dire l’Isola di Terranova, dove, nel 1497, era arrivato Giovanni Caboto agli ordini del re d’Inghilterra. Da qui era l’ora di fare ritorno: “havendo consumato tutte nostre substantie navali et vettovaglie”». Giovanni da Verrazzano aveva 33 anni. Il suo viaggio era stato un successo. Oltre a New York, la linea di costa esplorata comprendeva località oggi famose, come Cape Canaveral, Atlantic City, Cape Cod, Charleston, l’isola di Martha’s Vineyard. Solcò le acque dove sarebbe nata Boston, le coste del Maryland, del Delaware, del New Jersey. La sua sembrava una carriera promettente, eppure si concluse appena quattro anni dopo, in modo orribile. Impegnato con il fratello Girolamo in una nuova spedizione commerciale verso il Sudamerica, Giovanni da Verrazzano sbarcò con alcuni marinai su un’isola del Mar dei Caraibi. Qui venne catturato, ucciso e divorato da un gruppo di cannibali, tradito forse dall’aspettativa di quella stessa amichevole accoglienza che aveva invece ricevuto nel suo primo viaggio lungo la costa settentrionale del Nuovo Mondo.              

Data di aggiornamento: 17 Aprile 2024
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