Sant'Antonio contro la violenza sulle donne
Davvero Sant'Antonio potrebbe essere riconosciuto come il santo patrono contro il femminicidio e la violenza sulle donne.
Due miracoli compiuti mentre era in vita, a Ferrara e in Toscana, lo dimostrano.
Prendi tuo figlio, e ama tua moglie
Siamo abituati a vederlo col Bambinello in mano, sant'Antonio.
Forse non conosciamo però il miracolo col quale Antonio "fece parlare" (ma i miracoli non li fanno i santi, li fa Dio!) un bambinello con la b minuscola, portando pace in una coppia di sposi e riportando alla ragione un papà e sposo violento nei modi e nelle scelte, se non nel menar le mani.
Il fatto è presto detto: quest'uomo non riconosce il figlio appena nato come suo, ritenendo che la moglie lo abbia tradito.
Antonio prende allora in braccio il neonato e gli dice: «Ti scongiuro in nome di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, nato da Maria vergine, di dirmi a voce chiara, così che tutti sentano, chi è tuo padre».
Il bambino, fissando negli occhi il genitore, «con voce nettamente comprensibile quasi fosse un ragazzo di dieci anni» testimoniano le fonti, dice: «Ecco, questo è mio padre!».
E rivolgendosi all’uomo il Santo aggiunge: «Prendi tuo figlio, e ama tua moglie, che è intemerata e merita tutta la tua riconoscenza».
La bestialità della violenza sulla donna
La violenza predomina invece in un altro fatto della vita di sant’Antonio, avvenuto in Toscana. Un cavaliere, per altro ricco e stimato, cedeva facilmente a esplosioni di collera, a tal punto violenti da renderlo «simile a un pazzo furioso», dicono le fonti.
A farne le spese fu la moglie. Durante un litigio, «la percosse con una tempesta di pugni e calci, la trascinò qua e là per la casa, le strappò i capelli e la precipitò dal solaio giù nel cortile, lasciandola in fin di vita». Un vero e proprio femminicidio, oltretutto per futili motivi (come se esistessero motivi validi, del resto…).
Ma il racconto non termina così. Intorno alla donna si radunano in tanti a prestare soccorso. E anche l’uomo torna in sé. «Addolorato per la bestialità commessa, e pentito» prega sant’Antonio – che in quei giorni si trovava proprio in città – di intervenire. Il francescano «lenisce con la mano le ferite della donna e vi traccia sopra il segno della croce. Poi, genuflesso per terra, supplica Dio di ridonare salute e vita alla morente». Il Signore accoglie la preghiera di Antonio, la donna si rialza, e così la fonte (S.Antonii Vita, di Sicco Ricci Polentone) chiude l’episodio. Ma siamo certi di non sbagliare immaginando le parole di fuoco con le quali il frate portoghese avrà apostrofato il cavaliere, perché non c’è carattere (sono fatto così, mi arrabbio facilmente…), non c’è circostanza (mi ha provocato, non si comporta bene…) che giustifichi tale violenza domestica.
Qui i «morenti» cui sant’Antonio «ridona salute e vita» sono due: la donna violentata e l’uomo diventato una «bestia».
3 comments