Luce e buio… di coppia
«In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: “Alzatevi e non temete”. Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti”» (Mt 17,1-9).
Eccolo qui, un episodio luminoso, una scena spettacolare, un momento di esaltazione. Qui il Padre entra in risonanza con la gloria del suo figlio Gesù, coglie l’occasione per sancire la sua paternità, il suo essere con lui e in lui. È un momento di estrema bellezza, un momento in cui i legami con il passato si vivificano, la storia della salvezza del popolo d’Israele vede il suo compimento in Gesù Cristo. C’è il passato, con Mosè, il depositario della legge, e con Elia, il profeta per eccellenza, e questo passato s’intreccia con il nuovo popolo di Dio rappresentato da Pietro, Giacomo e Giovanni.
Anche all’interno delle storie di coppia e di famiglia si possono ritrovare giorni di trasfigurazione. Magari il nostro volto non brillerà come il sole e le nostre vesti non diverranno candide come la luce, ma saranno momenti in cui mostreremo la parte migliore di noi, in cui la bellezza del nostro legame risplenderà e il Padre si compiacerà in essa. Spesso non sono episodi così spettacolari come quello evangelico, ma non per questo meno belli e carichi di significato. Nella mia famiglia sono quelle serate passate insieme a giocare a carte in montagna, quei momenti a pranzo a ridere o a scherzare su qualcosa che è successo, quei sorrisi che Chiara mi fa e dai quali si vede che è ancora innamorata di me, quei momenti in cui ci si confronta in modo bello su qualcosa d’importante. Oppure episodi come quello dell’estate scorsa, quando io e Chiara siamo andati a fare una degustazione di vino in un’azienda toscana a conduzione familiare. O, ancora, quella volta in cui siamo andati in un famoso parco giochi in Germania e tutto sembrava perfetto: il clima, la temperatura dell’aria, il come ci relazionavamo con i figli, il come ci si capiva tra sposi, le attrazioni che scoprivamo... ricordo quella giornata di tre anni fa come una delle più belle della mia vita, una di quelle in cui ho ringraziato di più il Signore per il dono di Chiara e dei ragazzi.
Sono belle quelle giornate di coppia e di famiglia in cui mostriamo il nostro volto migliore, ed è giusto esclamare, come fa Pietro, «Signore, è bello per noi essere qui!». È però importante ricordare che i giorni di gloria non sono fine a se stessi, ma funzionali ai momenti di crisi. La trasfigurazione di Cristo avviene dopo il primo annuncio della sua passione, morte e risurrezione e prima del secondo annuncio. Il suo legame d’amore profondo con il Padre, la sua glorificazione, la sua risplendente bellezza non hanno uno scopo «estetico», hanno come fine ultimo il significare in modo profondo il suo amore per noi. Il volto «trasfigurato» di Cristo è finalizzato a dare un senso profondo di amore misericordioso al volto «sfigurato» di Gesù in croce. Anche per noi coppie i momenti di bellezza sono finalizzati e raccordati a doppia mandata con i momenti di crisi.
Quei momenti speciali di gioia e armonia con Chiara, o come famiglia con i figli, sono tesori preziosi da ricordare nei momenti in cui, come coppia o come famiglia, ci perdiamo, non ci capiamo e si genera angoscia nel cuore. Le situazioni belle danno risposte al perché vale la pena attraversare un momento faticoso. Ed è vero anche il contrario: il come affrontiamo le prove della vita affettiva dà valore e significato anche ai momenti belli di questa stessa vita. Così come la passione, morte e risurrezione di Cristo riempiono di significato salvifico il momento della trasfigurazione e non solo viceversa. Se infatti provassimo a immaginare un Gesù che scappa dalla croce, che si mette in salvo o che aizza una guerra per salvarsi, quel momento della trasfigurazione non ci sembrerebbe, a posteriori, falso e privo di valore? Questo purtroppo è esattamente quello che succede a chi subisce la separazione dal partner: anche i momenti belli vissuti insieme sembrano perdere di valore e, alla luce della fine della relazione, tutta la storia di coppia sembra un po’ fasulla (anche se in realtà, questo non è del tutto vero).
Allora camminiamo insieme provando a custodire l’enorme bellezza che esiste nella nostra famiglia e nella nostra coppia, provando a valorizzarla e a farla divenire benzina motivazionale nell’affrontare i passaggi più bui e difficili. Nello stesso tempo, affrontiamo, sull’esempio di Cristo, anche le tempeste della crisi della nostra vita affettiva, affinché non si disperda il bene dei momenti gioiosi. Auguriamo a tutti voi di saper evangelicamente abitare i momenti di luce come quelli di buio.
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