Parole per l'umanità
Era gennaio 2025 quando la Fondazione Fratelli tutti, nel solco dell'omonima Enciclica di papa Francesco, promuoveva Il vocabolario della fraternità (BUR), un testo a cura di Francesco Occhetta che raccoglieva 365 parole per riscrivere la nostra umanità. Oltre un anno dopo, quel vocabolario nato per riscrivere la grammatica dell'umano è approdato anche tra i giovani grazie al concorso nazionale «Parole per l'umanità», rivolto alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Come funziona? L'invito è di scegliere uno o più lemmi del vocabolario e di avviare in aula un percorso di riflessione e rielaborazione della parola selezionata. Guidati dai docenti, gli studenti sono chiamati a realizzare una definizione multimediale della parola scelta attraverso testi, video, podcast, fumetti o illustrazioni. Dopo la selezione degli elaborati da parte di una giuria di docenti, la premiazione è prevista a maggio.
«I lemmi sono stati scritti da premi Nobel, amministratori, artisti e comunicatori incluso persone che hanno molto sofferto – spiega padre Francesco Occhetta, segretario generale della Fondazione Fratelli tutti –. L’esperimento ha funzionato con gli adulti, ma siamo convinti che possa incidere ancora di più sui giovani, immersi in una cultura che propone molte più parole di guerra che di pace».
Secondo Occhetta, il progetto nasce anche dall’esigenza di superare «la logica binaria in cui siamo immersi», per diffondere e costruire “parole ponte”, che aiutino a capire la realtà piuttosto che difendere posizioni ideologiche. «Sarà interessante scoprire come gli studenti sfrutteranno l’opportunità che viene data loro di rigenerare le parole. Capire quali sceglieranno sarà fondamentale per comprendere quali sono le priorità dei più giovani e metterle in dialogo con le nostre».
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