Antonio è un nome caro alla popolazione timorese. Perché appartiene al nostro Santo, amatissimo tra i giovani, che sono il 70% della popolazione. E perché così si chiamava il frate domenicano Taveira, tra i primi evangelizzatori dell’isola.
Da Greccio al Canada. La geniale intuizione di san Francesco è stata declinata da culture e tradizioni diverse, i cui manufatti hanno trovato casa nel Museo dell’Oratorio San Giuseppe, fondato 120 anni fa.
Sono arrivato a Fatima senza aver letto, senza sapere niente. Con molti pregiudizi. Ma volevo arrivarci. A Fatima, più che altrove, bisogna essere capaci di separare il sacro dal profano.
Quasi dieci anni fa ho cominciato un lungo viaggio nella devozione a sant’Antonio nel mondo. Un andare da giornalista laico, sorpreso, incuriosito. Da allora non mi sono più fermato.
A Pedali, piccolo centro del versante sud-occidentale del Pollino, due giorni dopo la Pasqua comincia la stagione lucana dei «Maggi», delle grandi cerimonie arboree.