Sono poche le notizie sulla Pasqua tramandate dai Vangeli. È come se Dio avesse fatto silenzio perché da quel momento in poi parlassero, seppur in modo imperfetto, le nostre vite.
Il detto popolare quest’anno mi risuona provocatorio. Con chi voglio fare Pasqua? Con chi ha paura di amare, e ancor più di essere amato. E allora… buona Pasqua, in buona compagnia!
L'imminente Quaresima ci invita tutti a convivere con Dio in una strada di dolore, zeppa di fratelli e sorelle schiacciati da sofferenze e ingiustizie. Tutti in attesa di essere liberati, con la forza dell’amore che tutto può, il mattino di Pasqua.
Il Carnevale è una festa pagana con radici antropologiche profonde, che poi è stata «incorporata» nel calendario cristiano come l’«eccesso» che precede il «vuoto» della Quaresima, da attraversare per gustare pienamente la gioia della Resurrezione.
«Infine» Cristo è risorto! Questo è ciò che abbiamo bisogno di sapere, Non per lui, ma per noi. Perché, contro il buio pesto che a volte avvolge la nostra vita, abbiamo bisogno del sole sfolgorante del mattino di Pasqua.