L'imminente Quaresima ci invita tutti a convivere con Dio in una strada di dolore, zeppa di fratelli e sorelle schiacciati da sofferenze e ingiustizie. Tutti in attesa di essere liberati, con la forza dell’amore che tutto può, il mattino di Pasqua.
Il Carnevale è una festa pagana con radici antropologiche profonde, che poi è stata «incorporata» nel calendario cristiano come l’«eccesso» che precede il «vuoto» della Quaresima, da attraversare per gustare pienamente la gioia della Resurrezione.
«Infine» Cristo è risorto! Questo è ciò che abbiamo bisogno di sapere, Non per lui, ma per noi. Perché, contro il buio pesto che a volte avvolge la nostra vita, abbiamo bisogno del sole sfolgorante del mattino di Pasqua.
Oggi inizia il Triduo pasquale, il tempo liturgico più forte dell'anno. Un gruppo di giovani lo vivrà fianco a fianco con i frati della Basilica, prestando servizio anche in alcune opere di solidarietà.
Un gioco di parole per non cedere all’accidia e alla freddezza che attenta ai nostri cuori. È il centro del messaggio di papa Francesco per la Quaresima. Come attuarlo nel concreto?