Per un gruppo di diciottenni quella che sembrava solo un’esperienza parrocchiale diventa una grande lezione di vita. Grazie al racconto coraggioso di una giovane e al calore di una comunità che da anni accompagna chi vuole uscire dalle dipendenze.
Viviamo il paradosso di temere la dipendenza nelle relazioni, ma non quella da sostanze o da comportamenti che mettono a rischio la salute, l’equilibrio finanziario, a volte la stessa vita. L’«addiction» si è banalizzata.
Videogiochi e smartphone, utilizzati in modo compulsivo e prolungato, agiscono sul cervello producendo il medesimo effetto delle sostanze stupefacenti.
Fra Danilo Salezze, partendo da un brano di una biografia antoniana, rilegge, attualizzandolo, il «sogno di sant'Antonio». O, meglio, di Fernando, come allora il nostro Santo si chiamava.
Un alcolista finito in sedia a rotelle riscopre l’amore per se stesso e per gli altri grazie alla vocazione fumettistica. È la trama di «Don’t worry» (USA 2018), pellicola di Gus Van Sant che parla di disabilità con ironia.