Le peggiori nefandezze sono state spesso perpetrate da pochi «in nome del popolo». Oggi come un tempo. L'unica è vigilare, ogni giorno e in ogni circostanza, proteggendo la democrazia da chi l’attacca nelle sue stesse basi.
La vita politica e sociale è peggiorata perché mancano contatti veri con diversi veri, concreti. Manca l’esercizio della convivialità delle differenze, la capacità di sentire le idee dell’altro anche mie, perché nate dal dialogo.
A Finisterre, oltre Compostela, non puoi che tornare indietro. E indietro c’è l’Europa. A Finisterre non finisce la terra; comincia. L’Europa si costruisce anche camminando.
Realtà e percezione sono entrate in conflitto. È un guaio, perché dalla rappresentazione personale e collettiva dipendono le nostre scelte e la qualità del vivere civile. L’intervento di Nando Pagnoncelli.
La globalizzazione e i fenomeni complessi ci sconcertano. La soluzione non è l’imbarbarimento o la chiusura, ma il coltivare la conoscenza e praticare la condivisione. L’esempio è l’Eucaristia.
«Ci avevano sbattuti fuori dalla nostra chiesa. E ci venne un pensiero: stai a vedere che “fuori” è il posto giusto». Istantanee dal Natale dell’Isolotto, fin dagli anni Sessanta tenace tradizione sacra e laica di Firenze.