Calabresi a Lucerna
Sono 130 soci quelli che ogni anno rinnovano l’iscrizione. Dal 1979 l’Associazione calabrese di Lucerna rappresenta uno dei punti fermi della presenza italiana in Svizzera, nata negli anni che videro l’integrazione delle nostre comunità in quel tessuto sociale caratterizzato, fino a poco tempo prima, da una strisciante xenofobia, e fortemente radicata nel sociale e nel volontariato, in collaborazione con le autorità e le associazioni del cantone di Lucerna.
Il vicepresidente del sodalizio, Giuseppe Marinaro, spiega che «l’associazione fu fondata ufficialmente da Giuseppe Muzzi, riprendendo il progetto di Salvatore Amantea che nel 1978 aveva creato il primo nucleo associativo. Negli anni, i presidenti Giuseppe Muzzi e Rino Visciglia guidarono il sodalizio trasformandolo, nel 1991, in associazione autonoma calabrese di Lucerna. Sotto la guida del presidente Mario Arlia, l’associazione intraprese iniziative con i rappresentanti di altre nazionalità, con le autorità consolari, organizzando manifestazioni con i comuni italiani di Girifalco (Catanzaro) e Fuscaldo (Cosenza). Nel 2021 con il presidente Tancredi Tormen inaugurammo la nuova sede, il Centro associazione calabrese di Horw, che oggi rappresenta la nostra casa».
Giuseppe Marinaro è emigrato in Svizzera nel 1974. Nei primi anni ha vissuto a Leibstadt, e poi si è trasferito a Horw nel 1982 con sua moglie, entrando a far parte del sodalizio e fondando nel 2015 l’Associazione Girifalcese in Svizzera, di cui poi è stato presidente per due anni. Appassionato di calcio, Marinaro è stato un discreto atleta e allenatore, e per 26 anni ha fatto l’arbitro federale. «In famiglia abbiamo tutti la doppia cittadinanza perché ci sentiamo italiani – sottolinea –, ma abbiamo assimilato il meglio della cultura svizzera. Abbiamo trasmesso le nostre radici italiane ai nostri figli, e i nostri nipoti tornano volentieri ogni anno in Italia. In casa si cucina soprattutto italiano, e di domenica manteniamo viva la tradizione di mangiare insieme».
A Lucerna, città considerata da molti la più bella della Svizzera, e caratterizzata dal famoso Ponte di legno di epoca medioevale, e da un centro urbano adagiato sullo spettacolare lago dei Quattro Cantoni, a poca distanza dall’altrettanto spettacolare vetta del Monte Pilatus, l’Associazione calabrese ospita non solo i conterranei, ma anche altri italiani che desiderano condividere le iniziative messe in cantiere dal direttivo. «Il nostro legame con il territorio è positivo e solido grazie all’ottimo lavoro fatto dal comitato in tutti questi anni. Tanti conoscono la nostra associazione e abbiamo parecchi soci non solo di altre regioni, ma anche di altre nazionalità, tutti coinvolti e partecipi alle nostre manifestazioni. Abbiamo anche un ottimo rapporto con le istituzioni italiane e svizzere – conclude Marinaro –. Nel corso dell’anno organizziamo uno o due incontri su diversi temi: dal rinnovo dei documenti alle informazioni per quanto riguarda il patronato».
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