24 Marzo 2026

Dare la vita per il Vangelo

La Giornata dei Missionari Martiri invita a essere "Gente di primavera".
Dare la vita per il Vangelo

© artplus / iStock / Getty Images Plus

Ogni anno, il 24 marzo, si celebra la Giornata dei Missionari Martiri, giunta alla trentaquattresima edizione. Quest’anno il tema della Giornata è ripreso dal messaggio per la giornata Missionaria Mondiale del 2025, preparato ancora da papa Francesco, che così scriveva: «Siamo battezzati nella morte e risurrezione redentrice di Cristo, nella Pasqua del Signore che segna l’eterna primavera della storia. Siamo allora “gente di primavera”, con uno sguardo sempre pieno di speranza da condividere con tutti perché in Cristo crediamo e sappiamo che la morte e l’odio non sono le ultime parole sull’esistenza umana». Proprio le parole “Gente di primavera” sono state scelte come titolo della Giornata dei Missionari Martiri, un titolo che si lega anche al tempo che stiamo vivendo, da un punto di vista astronomico (è effettivamente iniziata la Primavera), ma anche liturgico (ci avviamo verso la Pasqua, che «segna l’eterna primavera della storia»). I cristiani che danno la loro testimonianza sono come fiori che con la loro bellezza e il loro profumo richiamano a una Bellezza altra, alla fonte di ogni bellezza: Gesù Cristo. Quanto abbiamo bisogno di questo in un tempo in cui il male e la morte (nel dramma della guerra, della tratta di esseri umani, della fame, della violenza) sembrano avere la meglio!

I missionari martiri sono un segno drammatico della forza del Vangelo, che non sta nei grandi discorsi che muovono le folle, né in grandi imprese di solidarietà, ma segue la dinamica del seme che muore per dare vita. Per annunciare il Vangelo, bisogna perdere qualcosa, soprattutto la centralità di se stessi, per far spazio al Signore, al suo amore. A volte, questo è insopportabile per il mondo e provoca reazioni violente, risposte che arrivano a privare della vita. 

È la storia di sempre, dagli inizi del Cristianesimo. Anche i frati minori, di cui san Francesco d’Assisi è il fondatore, ne fanno parte: i primi martiri dell’Ordine sono Berardo, Ottone, Pietro, Accursio e Adiuto, inviati in Marocco dallo stesso Francesco a predicare il Vangelo. La loro storia è raccontata nella “Passio Sanctorum Martyrum fratrum Berardi, Petri, Adiuti, Accursii, Othonis in Marochio martyrizatorum”, e si conclude con la loro uccisione, presso Marrakesh, il 16 gennaio 1220. Un giovane canonico agostiniano, Fernando de Bulhões, aveva fatto il loro incontro mentre passavano per il Portogallo, e vede tornare le loro salme a Coimbra, dopo il martirio. Proprio questo evento lo porta alla decisione di entrare nell’ordine francescano, prendendo il nome di Antonio, col desiderio di dare la sua vita per il Vangelo, come avevano fatto loro. Avete capito che stiamo parlando del nostro sant’Antonio di Padova, che poi non è morto martire, perché il Signore lo ha condotto per un altra strada.

Anche quest’anno l’Agenzia Fides ha pubblicato il rapporto annuale sui missionari e gli operatori pastorali cattolici uccisi nel mondo nel 2025: sono 17 missionari e missionarie: sacerdoti, religiose, seminaristi, laici. Sono poche le informazioni che abbiamo riguardo alle circostanze della loro morte: spesso il contesto in cui si trovavano è di violenza, miseria e mancanza di giustizia. In esso hanno svolto la loro quotidianità, dando la loro vita fino alla fine.

In occasione di questa Giornata, la fondazione Missio - Pontificie opere missionarie ha deciso di sostenere un progetto di accoglienza, cura e reinserimento in Kenya.

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Data di aggiornamento: 24 Marzo 2026
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