Gentili, anzi rivoluzionari

Se pensate sia un punto di debolezza, vi sbagliate. Con la gentilezza si abbattono muri e si costruisce vero dialogo. Impariamo dai bambini. L’esperienza di una scuola primaria di Castellaneta (Taranto).
22 Maggio 2019 | di

Prove tecniche di gentilezza. Gentilezza vissuta e raccontata tra i banchi di scuola. E in famiglia. Un vero e proprio laboratorio di ascolto, dove l’altro non è l’oltre, ma fa parte delle singole vite, le completa. Dove gentilezza è uguale a felicità. Succede all’Istituto comprensivo statale «Filippo Surico» di Castellaneta (Taranto), dove i bambini hanno letto, discusso, e scritto su questo argomento.

La maestra è Maria Ruggi, 48 anni, studi in Lettere all’Università di Bari, autrice di diversi libri per bambini. Dieci anni fa ha fondato il sito «Maestra Mary», portale dedicato alla scuola primaria e dell’infanzia tra i più apprezzati in Italia e all’estero per originalità e ricchezza di contenuti. Il suo motto: imparare divertendosi.

Per questo le sue lezioni sono veri e propri laboratori: «Lavoriamo molto sulle emozioni – spiega l’insegnante –. Recentemente abbiamo sviluppato il tema attraverso un percorso intitolato, appunto, “Mostri di gentilezza”. Occorre imparare a entrare in rapporto con gli altri attraverso l’ascolto, le relazioni positive, il sorriso». A partire dalla scuola e dalla famiglia. Perché gentilezza spesso è anche garanzia di felicità.

«I bambini hanno scoperto – rivela infatti l’insegnante – che praticare azioni gentili restituisce belle emozioni e rasserena. Il messaggio importante uscito dal lavoro di gruppo è che una persona gentile non è debole: ha una capacità interiore che gli consente di non prevaricare sugli altri. È questa la vera forza». I cui i ingredienti irrinunciabili sono: disponibilità, umiltà, pazienza. Anche nei confronti dei bulli a scuola: «Con un compagno aggressivo – aggiunge infatti Maria Ruggi – ci sono due possibilità: ci si può mettere al suo stesso livello o usare un modo gentile. La seconda opzione è disarmante».

Purtroppo questi comportamenti non trovano molto spazio nei social network, dove, anzi, le persone manifestano spesso aggressività e violenza verbale. Come i «leoni da tastiera», quelli che sono pronti a riversare cattiverie su tutto e su tutti, rendendo così il mondo social un vero e proprio «sfogatoio», più che un punto d’incontro e di dialogo. Anche di questo aspetto hanno parlato i bambini di Castellaneta, che hanno scelto di indossare abiti da supereroi... gentili.

Data di aggiornamento: 22 Maggio 2019
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