La Nostra Famiglia compie 80 anni
Ha appena compiuto 80 anni, ma non li dimostra. È l’associazione «La Nostra Famiglia», nata il 28 maggio 1946 a Vedano Olona, nel varesotto, per volere del beato don Luigi Monza, e ancora oggi punto di riferimento sia a livello nazionale che europeo, per la cura, la riabilitazione e l'inclusione di bambini e ragazzi con disabilità o disturbi del neurosviluppo.
In quel giorno di maggio di 80 anni fa, vennero infatti accolti da don Monza i piccoli Umberto e Vera (bisognosi, come si legge sul sito dell’associazione, «di essere aiutati a crescere attraverso cure speciali come la fisioterapia, la logopedia, la psicomotricità, la terapia occupazionale»), nella convinzione che sempre «la scienza si debba mettere al servizio della carità» (un messaggio di stringente attualità ancora oggi…).
L’intuizione di quel «piccolo» prete era davvero rivoluzionaria per l'epoca: unire l'eccellenza medica e scientifica all'amore incondizionato per i più «piccoli», nutrito dalla fede. Al suo fianco, Zaira Spreafico (1920-2004) che ha guidato l’Associazione fin dai primi anni e di cui è rimasta presidente fino a pochi mesi prima della morte. Si legge sul sito dell’associazione che si deve soprattutto «alla sua intraprendenza, lungimiranza e grandezza di animo, insieme alla sua instancabile carità e all’impegno sociale realizzato nei confronti delle persone con disabilità, il sorprendente sviluppo che ha caratterizzato "La Nostra Famiglia"».
Da quel lontano 1946, l'opera si è diffusa capillarmente, diventando un faro e un supporto fondamentale per migliaia di famiglie. Oggi, con 28 centri attivi in Italia (diffusi in sei regioni: Campania, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Puglia e Veneto) e, attraverso la collaborazione con l’OVCI, Organismo di Volontariato per la Cooperazione Internazionale, anche in Brasile, Cina, Ecuador, Marocco, Sudan e Sud Sudan, la realtà si prende cura di circa 23 mila bambini ogni anno (pure grazie all'Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico «Eugenio Medea»).
Nikla Anglani, educatrice presso la sede di Ostuni, spiega: «Faccio parte dell'équipe di operatori dell’Unità operativa Sindrome da maltrattamento e sin dal primo momento ho realizzato che il punto di forza della Nostra Famiglia risiede in qualcosa che spesso, soprattutto nella società di oggi, viene intesa come debolezza: la diversità. Diversità che può essere vista nella disabilità, nelle storie dei nostri bambini, nel modus operandi o semplicemente nelle differenze tra colleghi. Qui alla Nostra Famiglia la diversità diventa ricchezza».
«La nostra associazione, in questi 80 anni – ha ricordato la presidente Luisa Minoli, in occasione delle celebrazioni per gli ottant’anni, che hanno coinvolto simultaneamente tutte le sedi dell’associazione – ha contribuito a dare dignità alle persone con disabilità e ha aiutato a sviluppare la scienza della riabilitazione per il nostro Paese. E ancora oggi il nostro impegno è che ogni bambino e ogni bambina con disabilità possa realizzare il proprio personale progetto di vita e ogni famiglia possa, attraverso l’attività che noi svolgiamo, migliorare la propria qualità di vita», perché nessuno sia lasciato solo ad affrontare la sfida della neurodivergenza o della disabilità.