12 Giugno 2026

La poesia di Raffaello

Al Metropolitan Museum di New York la prima grande retrospettiva americana dedicata al genio di Urbino. Disegni, dipinti, arazzi provenienti da tutto il mondo, e una scoperta eccezionale sulla Pala Colonna.
La poesia di Raffaello
Da sinistra, Dama col liocorno (1505-1506, olio su tavola), Galleria Borghese, Roma; Ritratto di Baldassarre Castiglione, (1514-1516, olio su tela), Museo del Louvre, Parigi.
© Heritage Images / Getty Images; © Fine Art / Getty Images

C’è qualcosa di autenticamente contemporaneo nella suggestiva mostra «Raphael: Sublime Poetry» (Raffaello: Sublime Poesia) che il Metropolitan Museum of Art di New York (metmuseum.org) dedica fino al 28 giugno a uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. Del nostro maestro del Rinascimento emerge un ritratto inedito: quello di un artista che, cinque secoli prima dell’avvento di internet e del marketing, precorse i tempi nell’adozione di strategie per la costruzione della propria immagine pubblica, del networking tra collaboratori, del modo di trasformare il vecchio concetto di bottega in una sorta di co-working di talenti in grado di imporsi come una fucina creativa di opere d’arte

La mostra newyorkese, curata da Carmen Bambach, responsabile del Dipartimento disegni e stampe del Met, segue l’intera parabola umana e artistica di Raffaello di Giovanni Santi (Urbino, 1483 – Roma, 1520): dal periodo della sua formazione nella città natale, all’ascesa a Firenze, dove rivaleggiò nientemeno che con Leonardo e Michelangelo; per giungere fino al fecondo periodo della sua presenza a Roma, sotto l’egida di papa Giulio II. La mostra si concentra anche sulla rappresentazione femminile. Raffaello rivoluzionò il modo di raffigurare la donna in virtù del fatto che iniziò a utilizzare delle modelle. Il suo realismo poetico e la sensibilità pittorica lo portarono a dare vita a Madonne col Bambino di rara tenerezza e intensità emotiva. Le figure femminili dell’urbinate sono ancora oggi presenze vive, in grado di dialogare con chi le osserva poiché è come se le pennellate dell’artista ne avessero definito anche il profilo psicologico. 

Un’opera d’arte è comunque il risultato finale di un lungo e complesso lavoro preparatorio. Per questo motivo, la mostra evidenzia il ruolo fondamentale del disegno nel processo creativo, con gli studi, gli schizzi, le analisi tecniche, tutti elementi che oggi le applicazioni moderne di imaging, raggi infrarossi e raggi X, sono in grado di leggere in trasparenza, scandagliando le opere e ricostruendone le vicissitudini, come quelle della Processione al Calvario, della Madonna dei Garofani e della Madonna Aldobrandini

I lavori di Raffaello sono anche il riflesso della dimensione politica e sociale della sua attività. Egli, infatti, seppe tessere relazioni importanti con le corti del Rinascimento, che furono decisive per la sua carriera. Tra le opere più prestigiose in mostra al Met di New York spiccano la Madonna d’Alba, il celebre Ritratto di Baldassarre Castiglione, considerato uno dei vertici assoluti della ritrattistica rinascimentale, la Dama col liocorno e L’estasi di santa Cecilia.

Raffaello si conferma come una figura poliedrica: non solo pittore e disegnatore, ma anche imprenditore di sé stesso e raffinato intellettuale. Figlio di artisti, è impregnato della cultura umanistica del suo tempo grazie alle sue assidue frequentazioni di letterati e pensatori che lo portarono a misurarsi perfino con la composizione poetica. La mostra, strutturata cronologicamente e arricchita da approfondimenti tematici, valorizza anche l’attività meno nota di Raffaello, quella di architetto.
Pala Colonna. 

L’opera riunita

Uno degli aspetti più intriganti della mostra al Met è la ricomposizione della cosiddetta Pala Colonna, un’opera giovanile di Raffaello, le cui parti, che iniziarono a disperdersi dal Seicento, sono state riunite per la prima volta a New York. Oggi, dopo quattro secoli, possiamo finalmente ammirarne la monumentalità e il valore devozionale nella sua compiutezza. Agli inizi del Cinquecento, la Pala Colonna venne commissionata al ventenne Raffaello dalle monache del convento di Sant’Antonio a Perugia. Fu la sua prima pala d’altare. I pannelli, dipinti a olio su tavola, sono molto sensibili alle variazioni di umidità e di temperatura. Infatti, per riunirli a New York sono state realizzate teche speciali sigillate, all’interno delle quali sono state costantemente monitorate temperatura e umidità relativa. 

Le analisi tecniche svolte dagli esperti, e il ritrovamento di un disegno preparatorio hanno riservato una scoperta inattesa. Diversamente da altre opere rinascimentali di questo tipo, dipinte di solito su un’unica tavola orizzontale che veniva poi tagliata, Raffaello creò singoli pannelli, come elementi separati e indipendenti. Una scelta rara per l’epoca, che rivela un metodo creativo davvero originale. 

La mostra «Raphael: Sublime Poetry» è dunque anche un viaggio immersivo nella mente, nella sensibilità e nell’opera di un artista morto prematuramente a soli 37 anni, ma che ha lasciato un segno incancellabile tra i suoi contemporanei e nella storia dell’arte. Il suo modello di perfezione artistica è il risultato del felice connubio tra il suo rigore intellettuale e la profondità emotiva che, insieme, hanno saputo codificare un linguaggio universale di suggestioni, capace di parlarci con una vivace e insolita freschezza. La mostra del Met raccoglie e rilancia l’eredità di Raffaello, restituendocene a un tempo quella dimensione narrativa, visionaria e umanistica che nei secoli non ha mai perso smalto.

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Data di aggiornamento: 12 Giugno 2026
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