L’arte di imparare
Come avviene l’apprendimento? Cosa succede nel cervello quando impariamo a camminare, a parlare, a leggere, a contare? Conoscendo meglio il nostro cervello, potremmo trovare delle strategie per imparare meglio? Ecco le domande da cui parte questo libro, il cui autore è professore presso il Collège de France, titolare della cattedra di Psicologia cognitiva sperimentale, membro dell’Académie des sciences e presiede il Consiglio scientifico del Ministère de l’Education nationale. Grazie ai suoi molteplici studi e ricerche nel campo, offre qui una selezione di fatti degni di nota e di pubblica utilità per comprendere meglio il funzionamento del nostro cervello, in modo da imparare a usarlo nel migliore dei modi.
Il testo è diviso in otto parti. Anzitutto, vengono illustrati i meccanismi biologici che permettono di imparare, mettendo in luce l’importanza della prima infanzia, periodo in cui il cervello è più plastico. Le successive parti sono dedicate all’apprendimento del linguaggio, della lettura e del calcolo: in esse si vede come il cervello sia già predisposto a tali funzioni e riesca a svilupparle soprattutto a seconda di quanto è stimolato. Un caso molto rilevante è quello della lettura, che riorganizza il cervello, intervenendo su una regione che è legata alla capacità di vedere gli oggetti e i volti. L’autore dedica anche uno spazio alle difficoltà di apprendimento, cercando le cause e le dinamiche di disturbi come le dislessie e la discalculia. Nel percorso proposto, vengono sfatati alcuni neuro-miti, come quello dell’imparare senza sforzo, dell’eccezionalità del cervello di un matematico (la cui abilità dipende invece soprattutto dall’impegno nel rafforzare ed estendere un circuito di cui tutti siamo provvisti), del fatto che usiamo solo il 10% del cervello. Infine, le ultime due parti si occupano di alcuni pilastri fondamentali dell’apprendimento: il sonno, in quanto consolida la memoria di quanto appreso, e l’attenzione, che nell’educazione deve essere condivisa, stimolando la partecipazione attiva, senza temere l’errore che invece è essenziale per imparare.
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