L’insostenibile leggerezza dell’amore

«L’amore rende dolci le cose aspre e leggere quelle insopportabili; invece il timore rende insopportabili anche quelle leggere» (Sermoni, Domenica VII dopo Pentecoste).
21 Febbraio 2022 | di

Poche parole sono usate – e forse abusate – come la parola «amore». Si può dire tutto e il contrario di tutto. E così, quando si parla di «amore», si finisce spesso per coglierlo in maniera generica e astratta.

Sant’Antonio associa all’amore due qualità attraenti e sensibili, che ci aiutano a gustarlo con maggiore precisione e forza. Afferma infatti che l’amore è in grado di generare dolcezza e leggerezza; due «ingredienti» che facilmente attirano la nostra simpatia.

Sentiamo tutti il fascino per la dolcezza e, forse, questo accade a motivo delle «vibrazioni» più aspre che generalmente ci avvolgono o che nascono in noi. A volte arriviamo alla fine della giornata con il cuore un po’ amaro e non sappiamo perché. Magari siamo riusciti a fare tutto ciò che avevamo in mente; materialmente tutto è andato come doveva andare. Le cose «importanti», insomma, sono andate a buon fine.

E allora, come spiegare l’amarezza che ci portiamo dentro? Forse abbiamo guardato poco; forse abbiamo ascoltato poco; forse abbiamo respirato poco. Abbiamo fatto molto, ma gustato poco. Sì, perché la dolcezza è per chi sa gustare.

E dunque il sogno che tutti custodiamo, di giungere a fine giornata con gioviale dolcezza nel cuore, può trovare compimento rallentando i ritmi: donando sguardi riposanti che siano in grado di fare abitare l’altro negli spazi dell’anima; ascoltando la voce di chi desidera condividere, raccontare, confidare; respirando i mille profumi della vita che ci sfiorano indifesi: mani tese di un bimbo, una lettera che ci arriva…

Dolcezza possibile unicamente se accordiamo attenzione a dettagli «leggeri». Perché l’amore è anche capace di alleggerire. E di leggerezza, sempre, abbiamo tutti bisogno. Forse è una delle «magie» più incantevoli che il Vangelo di Gesù può generare: tutto ciò che ha a che fare con lui, con il Signore, con le sue parole e con i suoi gesti, alleggerisce e scioglie.

Sant’Antonio lo sapeva bene: se in nome del Vangelo ci troviamo più appesantiti e imprigionati, allora non è affatto il Vangelo che stiamo cercando e vivendo, ma le nostre complicatezze strane. E l’amore alleggerisce perché non costringe nessuno a fare sempre tutto giusto; perché dona a tutti la possibilità di ripartire, sempre. Al contrario, la paura e l’indifferenza danno spazio all’amarezza e alla pesantezza; addirittura rendono «insopportabile» anche ciò che, di per sé, non lo sarebbe affatto.

Leggero e dolce è perfino Dio: la sua grazia ripara e fa sentire «lo spirare di un’aura leggera, la tenerezza di Dio Padre» (Domenica II di Quaresima).

 

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Data di aggiornamento: 21 Febbraio 2022
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