Maria, il modello
Un tempo, di fronte a una diagnosi difficile, a chi era credente veniva proposta la figura di Maria che con il suo fiat accettò la volontà di Dio, presentando, però, quest’ultima alla stregua di una mazzata che arriva e che tu puoi solo accogliere. Come se Dio si divertisse con le sue creature per esercitare il suo volere. Ma se leggiamo quel brano del Vangelo (cfr. Lc 1,26-38), in realtà tutto è pervaso dalla gioia. È interessante che la solennità dell’Annunciazione a Maria, collocata il 25 marzo per rispettare i nove mesi della gestazione che condurranno al Natale, cada in Quaresima, quasi a destabilizzare l’andamento penitenziale di questo periodo.
Nel testo, l’annuncio arriva nella quotidianità di Maria: non c’è più nessun luogo lontano da Dio. Lei ha un piano già ben definito: è promessa sposa di un uomo. Il saluto è «Rallegrati perché il Signore è con te, è dalla tua parte». Maria è turbata, ma rimane in ascolto, si chiede il senso di queste parole. E l’angelo la rasserena: «Non temere!». In ogni annuncio abbiamo sempre questa rassicurazione che ci chiede di uscire dalla paura e di fidarci di Dio. Quando arriva l’imprevisto, non temere: Dio è vicino a te. E Maria non fugge. Crede alla gioia che le è stata annunciata, perché sa che Dio non ci toglie dalle difficoltà: è con noi in mezzo a esse. Può accettare che i suoi progetti siano stravolti, perché si apre all’irruzione di Dio. Per questo può concepire l’inconcepibile, contenere l’Eterno, generare Dio. Il suo: «Eccomi!» racconta lo slancio dell’amore. «Si compia», detto in greco all’ottativo, è il modo che indica il desiderio.
Maria non china la testa piegandosi a una volontà prefissata: desidera il progetto di Dio, vi entra con fede, anche se non capisce davvero tutto quanto ciò significhi. Più volte nel Vangelo troviamo Maria che conserva nel cuore quello che succede, certa che un giorno tutto sarà più chiaro. Anche lei è una creatura, la più perfetta, ma umana, come noi. È il conforto per tutti i nostri cedimenti di fronte a quanto è impossibile comprendere. Maria accetta di armonizzare nella sua vita le contraddizioni incomprensibili alla ragione: è vergine, ma è anche madre; è sposa, ma non è moglie; è creatura e genera il Creatore.
Maria incontra Dio nel silenzio della sua vita, proprio come ciascuno di noi è chiamato a incontrarlo negli angoli più segreti e a volte bui dell’esistenza. Ognuno è chiamato come Lei a credere, ad accogliere, a «concepire l’inconcepibile» che è dar corpo a Dio. E tutto questo non in momenti eccezionali, ma nell’adesso che diventa il luogo luminoso per la sua venuta: qui, ora, in questa situazione, con questi limiti, in questa povertà, Dio chiede di essere accolto.
Maria nel mistero
Galleggiano nell’aria / ali sconosciute – e pensieri – / mentre tuona la terra, / cielo che scatena / un temporale di zolle. / I miei sentieri arati dove / cade la semente / circondano il mio dire / di silenzio. / Certo, non capisco, / eppure è tutto chiaro: / raccolgo la Luce / mentre il sole impallidisce / e il grembo mi risuona / di quell’Ave…
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