Numeri che pensano
L’autore, divulgatore nel campo della matematica, propone questo libro partendo da un’osservazione: se molte pubblicazioni e dibattiti riflettono sui rischi e le ricadute a livello sociale ed etico, c’è bisogno di dare la possibilità di comprendere meglio quali sono i suoi meccanismi interni. Nel libro, composto da dodici capitoli, i capitoli dispari sono dedicati alla descrizione di sei idee matematiche, a partire da una breve narrazione relativa ai loro ideatori; i capitoli pari, invece, mostrano il modo in cui ciascuna idea è stata applicata all’IA.
Il viaggio proposto ci fa incontrare anzitutto l’italiano Gerolamo Cardano, che introduce la legge dei grandi numeri, fondamentale nell’ambito della probabilità e della statistica; è poi la volta di René Descartes, con il sistema di coordinate che da lui prende il nome; in seguito ci spostiamo nell’Inghilterra della metà del Settecento per trovare Isaac Newton, inventore del calcolo infinitesimale, e successivamente Thomas Bayes, pastore presbiteriano, che ha introdotto la probabilità condizionata. Approdiamo in Germania, dove Hermann Grassmann spazia oltre le tre dimensioni con gli spazi vettoriali, per arrivare alla loro generalizzazione con i matematici italiani Gregorio Ricci Curbastro e Tullio Levi-Civita. Tutte idee che inizialmente non sembravano di grande applicazione, e che magari sono state viste con sospetto, ma che poi hanno trovato un successo notevole in molti campi. Basti pensare che il calcolo tensoriale di Ricci e Levi-Civita è alla base della rappresentazione matematica della teoria della relatività generale di Einstein.
Oggi, l’intelligenza artificiale trova i suoi mattoni fondamentali proprio in queste idee matematiche, applicate allo sviluppo delle reti neurali: grazie alla tecnologia informatica e a intuizioni mirabili (a partire da Alan Turing fino agli ultimi risultati del decennio scorso) si è potuto arrivare a quella meraviglia che sono i modelli di IA attuali. E chissà cosa ci riserva il futuro. Il testo fornisce delle spiegazioni accurate, ma non troppo tecniche; tuttavia i concetti espressi, soprattutto negli ultimi capitoli, sono piuttosto complessi. La lettura è resa accessibile da esempi illustrativi.
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