Pierre Teilhard De Chardin
Gesuita e scienziato, appassionato di ricerca e mistico: sono alcuni tratti della figura di Teilhard de Chardin, a cui è dedicata questa nuova biografia, la cui autrice è dottoressa in storia e qui presenta il frutto delle sue ricerche, basate soprattutto sui numerosi scritti del pensatore francese. Il percorso religioso di Teilhard si intreccia fin da subito con la carriera scientifica, in particolare nell’ambito della geologia e paleontologia. Siamo nella prima metà del Novecento, nel tempo delle guerre mondiali; in particolare la Prima segna fortemente la sua persona, e lì scopre la sua particolare vocazione missionaria: per lui «nulla è più importante che diffondere la fede». Questo si intreccia con le molteplici spedizioni scientifiche in vari luoghi del mondo: Cina, Mongolia, negli ultimi anni Sudafrica.
A fianco del rigore dello scienziato, emerge la sensibilità mistica del religioso: nell’impossibilità di celebrare la Messa, specialmente quando si trova in luoghi remoti, come il deserto mongolo, prega la «Messa sul Mondo» offrendo «sull’altare della terra totale, il lavoro e la pena del mondo». Un’espressione ripresa anche da papa Francesco nella visita in Mongolia del 2023, quando ha affermato che «l’Eucaristia è sempre celebrata, in un certo senso, sull’altare del mondo ed è il centro vitale dell’universo, il centro traboccante di amore e di vita inesauribile».
Il pensiero di Teilhard, da un punto di vista teologico e filosofico è stato oggetto di critiche, fino alla censura dei suoi testi e al monitum vaticano, soprattutto per il tentativo di coniugare la visione scientifica dell’evoluzionismo con il cristianesimo. Rimane una figura complessa, da molti apprezzata come esempio di assenza di contraddizione tra scienziato e sacerdote, tra fede e scienza.
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