A scuola con Ezio

Per Ezio Bosso la musica era un collante che non fa differenze, capace di distribuire sensibilità e competenze. Concetto valido anche nel mondo scolastico.
28 Settembre 2020 | di

Siamo giunti a settembre, anche quest’anno, con una buona dose di stanchezza alle spalle e poche risposte concrete per tutti quei bambini e ragazzi che vorrebbero tornare ad approcciarsi al nuovo anno scolastico con serenità, pronti a rimettersi sui banchi e a riabbracciare compagni e insegnanti come mai prima d’ora. A fare le spese dell’emergenza covid-19, si sa, sono stati infatti soprattutto loro, il mondo della scuola, gli studenti e le loro famiglie.

Negli ultimi mesi mi sono confrontato con molti colleghi, educatori e operatori culturali. Oltre alle negative conseguenze della didattica a distanza sulle competenze creative e immaginative di insegnanti e allievi, la mancanza di contatto fisico e relazionale ha inevitabilmente finito per isolare molte famiglie, spesso senza né aiuti né ausili. Insomma, un pezzo di storia che vorremmo lasciarci alle spalle. Ciò sarà possibile se sapremo fare tesoro di questa difficile esperienza e saremo pronti al cambiamento.

È vero che non dobbiamo aspettarci miracoli, ma proprio per questo è necessario accogliere la sfida. Vi ricordate cosa disse Barack Obama nel marzo 2008 a Philadelphia, in uno dei suoi più celebri discorsi preelettorali dedicato alla razza, A More Perfect Union? Disse che uno dei nostri principali errori è quello di considerare la società statica, immodificabile, irrigidita nel suo passato tragico, quando la Storia ci dice esattamente il contrario, cioè che la realtà è continuamente perfezionabile. Queste parole sono oggi più che mai attuali. Ma allora che cosa significa cambiare? Di fatto un mutamento di forma e di formato, qualcosa che prima si verifica all’interno per poi rivolgersi al di fuori di sé. Un po’ come un musicista che impara a maneggiare e a comporre con il proprio strumento fino ad accordarsi con gli altri in un’orchestra capace di produrre insieme nuove sinfonie.

Tutto questo comincia a scuola e lo sapeva bene un grande Maestro del nostro tempo che, purtroppo, lo scorso 15 maggio ci ha lasciati: Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra, con una disabilità causata da una malattia neurodegenerativa.

Dal palco dell’Ariston alle esibizioni nei teatri italiani, uno per tutti il suggestivo teatro «rovesciato» di Gualtieri (RE), dove ho avuto la fortuna di conoscerlo, Ezio spiegava come la musica sia un collante che non fa differenze, capace di distribuire le nostre sensibilità e le nostre competenze. Un concetto che si può applicare anche al mondo della scuola. La società e la scuola non dovrebbero imporsi l’inclusione, ma lavorare attraverso le specificità di ciascuno per costruire l’orizzonte. Ezio ci ha dimostrato che è possibile.

Ed è proprio attraverso il ricordo del Maestro, cari bambini e ragazzi, che desidero ora augurarvi un anno scolastico allegro e spensierato, qualsiasi siano le modalità con cui tornerete nelle vostre classi. Non dimenticate che, sviluppando la vostra musica, potrete aiutarci a perfezionare il mondo che ci circonda. E voi, che cosa farete per cambiare? Scrivetelo a claudio@accaparlante.it o sulla mia pagina Facebook.

 

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Data di aggiornamento: 28 Settembre 2020

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