Vent’anni di Giugno Antoniano

Da fine maggio e per tutto giugno, si terrà la consueta rassegna che celebra, a Padova e dintorni, il mese dedicato al nostro Santo. E che quest’anno avrà il proprio focus attorno all’800esimo anniversario del transito di san Francesco.
13 Maggio 2026 | di

E sono 20. Il Giugno Antoniano, la rassegna che tra fine maggio e tutto giugno anima nel nome di sant’Antonio la vita spirituale e culturale di Padova e dintorni, approda alla sua ventesima edizione in questo 2026 francescano, tutto teso alla memoria del transito di san Francesco d’Assisi, avvenuto proprio 800 anni fa. Celebrazioni religiose, momenti spirituali, eventi culturali, visite guidate, concerti, la Tredicina in preparazione alla grande festa del 13 giugno… il calendario è davvero fitto e poliedrico, allo scopo di offrire occasioni di incontro con la figura di Antonio di Padova. Il focus poi è decisamente francescano, come sottolinea fra Antonio Ramina, rettore della Basilica del Santo: «L’edizione 2026 è di per sé speciale, perché cade nell’ottavo centenario della morte di san Francesco. Una bella coincidenza! Non sempre si ricorda che sant’Antonio fu frate francescano, contemporaneo di Francesco d’Assisi. Da Francesco ha raccolto la passione per condividere il Vangelo con tutti, predicandolo efficacemente e facendosi protettore dei poveri e delle vittime di ingiustizia». Significativo anche il compleanno della rassegna, che il rettore così commenta: «Vent’anni di Giugno Antoniano sono innanzitutto il segno concreto di una storia che, progressivamente, ha saputo coinvolgere intorno a sant’Antonio molte persone e istituzioni. È motivo di gioia poter vivere questo traguardo all’insegna della gratitudine». 

Tra i protagonisti del Giugno Antoniano fin dalla sua prima edizione, nel 2007, c’è Gianni Berno, presidente della Veneranda Arca di Sant’Antonio che lui stesso ha guidato, in qualità di presidente capo, per due mandati (dal 2006 al 2016), su nomina del Comune di Padova: «La manifestazione è divenuta una grande tradizione della città del Santo e questo credo sia una bellissima cosa per Padova, per i padovani e per tutti i pellegrini e turisti che assaporano la manifestazione. Quella prima, pionieristica proposta del 2007 non solo è stata rilanciata ininterrottamente di anno in anno, ma è cresciuta diventando un punto fermo, grazie alla convinta e fattiva collaborazione tra istituzioni religiose e civili, confermandosi quale evento contemporaneo dell’antica e tradizionale festa del Santo».

Scorrendo il calendario completo del Giugno Antoniano, che viene reso pubblico a partire dal 13 maggio, si scoprono molti elementi di interesse. Preponderante, come è da attendersi, il programma religioso, aperto domenica 31 maggio, primo giorno della Tredicina, da monsignor Marco Tasca, arcivescovo metropolita di Genova, già ministro generale dei frati conventuali, che presiederà la Messa delle ore 18. A chiudere la Tredicina, caratterizzata dai pellegrinaggi delle diocesi del Nord-Est guidate dai rispettivi vescovi, nella notte del 12 giugno ecco l’antica sacra rappresentazione del Transito di sant’Antonio all’Arcella, rinnovata nella proposta nell’intento di favorire la partecipazione dei sempre numerosi fedeli. Sabato 13 giugno, poi, l’apertura della Basilica dalle ore 5.30 alle 22.30 e le undici sante Messe previste segneranno la grande festa del Santo, culminante nella processione per le vie di Padova al termine della Messa delle ore 17

Se il Giugno Antoniano ruota intorno al programma liturgico, non meno intenso è il calendario degli eventi culturali-religiosi che uniscono musica, teatro, approfondimento, testimonianza, rendendo esplicite le tante collaborazioni di cui la rassegna si innerva, in affiancamento ai capifila (Comune di Padova, Basilica del Santo e Provincia di sant’Antonio dei frati minori conventuali). Senza la pretesa di citare puntualmente tutte le iniziative (per l’elenco completo si rimanda al sito www.santantonio.org), eccone molte di taglio francescano, collegate al filo conduttore giubilare scelto per il 2026. In prevalenza si tratta di spettacoli teatrali e musicali, come Rosso di sera. L’ultimo canto di Francesco e Antonio, in scena al santuario di S. Antonio d’Arcella il 5 giugno, a cura dell’associazione Palio Arcella. Il canto gregoriano risuonerà a Camposampiero (il 7 giugno) e all’oratorio di San Giorgio a Padova (il 24 giugno) con il concerto Franciscus vir catholicus: il santo di Assisi nell’ufficio ritmico di Giuliano da Spira, autore anche della più famosa preghiera antoniana, il Si quaeris miracula
Il sagrato del Santo ospiterà poi due spettacoli francescani, il 14 giugno Danza per il Creato. L’espressione del corpo celebra la gioia della vita, ispirata al Cantico delle Creature, e il 27 giugno il fortunato monologo di Giovanni Scifoni Fra’, san Francesco la superstar del Medioevo

Eventi di approfondimento e incontro sono invece quelli proposti il 6 giugno da parte del «Messaggero di sant’Antonio» sul tema Raccontare la morte. Le parole per narrare un tabù, con Laura Silvia Battaglia, Diego De Leo e Simone Olianti; il 7 giugno dall’Ofs del Veneto con Attenti al lupo! L’arte francescana di restare umani, in dialogo con Alessandra Morelli, già funzionaria dell’Unhcr; il 3 giugno a Camposampiero con una riflessione sulla povertà francescana dal titolo Economia ed etica: chi sei quando conti?

In cartellone, infine, una mostra (3-7 giugno in sala San Bonaventura al Santo), dal titolo Franciscus, dall’origine ai nostri giorni, con diorami presepistici e presepi francescani, in occasione del 54° convegno nazionale dell’Associazione italiana amici del presepio. 
Altri eventi sono invece più precisamente antoniani, dando conto delle attività di realtà che ruotano attorno alla Basilica del Santo. Ecco allora la Premiazione della 50° edizione del Concorso e del Premio della Bontà 2026, espressione dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio (6 giugno nel sagrato della Basilica); Dalla gente per la gente, Caritas sant’Antonio incontra la città, con la presentazione del resoconto dei progetti 2025 e il lancio del Progetto 13 Giugno 2026, il 9 giugno in sala Studio Teologico; I Sermoni di sant’Antonio, presentazione del libro di Eleonora Lombardo che ha edito ben 156 sermoni composti tra il 1235 e il 1350 relativi alla figura del Santo (11 giugno in sala Studio Teologico); la presentazione de Il gemello digitale del Reliquiario del dito di sant’Antonio (a cura del Museo Antoniano, 22 giugno nell’oratorio di San Giorgio); infine, sempre il 22 giugno, Tra le cupole del Santo. Visita virtuale tra storia e conservazione organizzato dalla Veneranda Arca di Sant’Antonio.

Il Giugno Antoniano è anche occasione per focalizzare l’attenzione su alcune figure di santi o di testimoni che hanno lasciato il segno. È il caso del martire della carità padre Placido Cortese (1907-1944), narrato da don Luigi Maria Epicoco l’8 giugno in Basilica; della beata Eustochio, monaca benedettina padovana del XV secolo della quale si presenta la nuova biografia il 3 giugno; di padre Giovanni Luisetto (1917-2001), al centro del convegno organizzato dal Centro studi antoniani a 25 anni dalla morte, il 18 giugno; di Gattamelata da Narni, il famoso condottiero ritratto da Donatello, al quale è dedicato il convegno del 19 giugno. Numerose, infine, le visite guidate speciali, in notturna, animate, o organizzate in luoghi in genere non visitabili collegati alla memoria antoniana.

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Data di aggiornamento: 13 Maggio 2026
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