Charles de Foucauld
Una figura luminosa nel panorama spirituale dell’inizio del Novecento, quella di Charles de Foucauld, protagonista di un percorso complesso, di cui ci viene proposta una lettura da monsignor Jean-Marc Aveline, cardinale arcivescovo di Marsiglia: si tratta della raccolta di una serie di quattro conferenze da lui tenute, che corrispondono alle quattro parti del libro. In esse, ripercorre la vicenda di un uomo inquieto, libertino nella sua giovinezza, ma che fa tesoro di una vita famigliare in cui sperimenta la bontà, riflesso di quella di Dio. Il periodo da militare rafforza il suo temperamento, caratterizzato da una volontà di ferro e da una costanza che rispecchiano il motto di famiglia («Mai indietro!»); così anche l’esplorazione in Marocco, il contatto con la fede musulmana, l’esperienza del bene ricevuto lo preparano all’incontro con Cristo, che prega così: «Mio Dio, se esisti, fa’ che ti conosca!».
Charles de Foucauld, nel suo cammino, è accompagnato da Dio attraverso delle mediazioni: essenziale è la direzione spirituale dell’abbé Huvelin, personalità profonda, che lo spinge a rimanere legato alla realtà, alle persone e alle loro domande concrete. Ma anche il sostegno ricevuto nella Trappa in cui fa la sua prima esperienza religiosa: un Ordine che lo accoglie con una «castità spirituale» che mette al centro la persona. Il suo desiderio di «condurre nella maniera più fedele possibile la vita di Nostro Signore» lo porta dalla Trappa alla Terra Santa, fino a Tamanrasset. In questo percorso, monsignor Aveline rintraccia un richiamo missionario e alla cattolicità per la Chiesa, che si ritrova soprattutto in tre aspetti: la scelta dell’ultimo posto, del servizio e dell’accoglienza dei più piccoli; la fraternità, come occasione di dialogo e cooperazione; l’abbandono alla volontà di Dio, sull’esempio di Gesù.
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