Chiedilo agli alberi
Scienze naturali, biologia, fisica, letteratura, musica, arte, tutte insieme, miscelate con sapienza, in un libro che racconta, in modo colto e al contempo poetico, il fondamentale rapporto tra alberi (e natura in generale) ed esseri umani. Un rapporto primordiale, fondativo, che parla di spiritualità, di cammini fecondi e di cura, mettendo insieme tutti quegli aspetti che in qualche modo vogliono riportare l’essere umano a sentirsi parte di un tutto, con cui porsi perennemente in dialogo.
Non è un testo facile, questo di padre Guidalberto Bormolini, monaco dei Ricostruttori nella preghiera, tanatologo e fondatore del borgo «Tutto è vita», nel Mugello. Che richiama, sin dal titolo, una canzone di Simone Cristicchi (Lo chiederemo agli alberi), nella quale si invita a vedere proprio nelle piante un modello che aiuta a ritrovare e a reimpossessarsi dei punti fermi di una vita vissuta in armonia con il creato. Ovviamente anche il rimando alla visione francescana è molto chiaro, una visione che viene in più passaggi del volume richiamata e attualizzata per gli uomini e le donne del nostro tempo, invitandoli a riscoprire una saggezza primordiale nel rapporto con la natura, che l’umanità ha perduto ma che è essenziale per un «buon vivere».
Il libro propone anche il Manifesto per una spiritual green therapy, ovvero «terapia verde spirituale», una sorta di decalogo per punti (sottoscritto, oltre che da padre Bormolini, da altri scienziati e specialisti: Angelo Gemignani, ordinario di Neuropsicologia e Neuroscienze cognitive all’università di Pisa; dal botanico dell’università di Firenze, Stefano Mancuso; da Andrea M. N. Mati, imprenditore nel settore del verde e da Luigi de Vecchi, presidente di Fondazione Sylva) che fissa i capisaldi di quella saggezza del «ben vivere», che possiamo riscoprire e reimparare dagli alberi. I dieci punti individuati dal documento comprendono un vasto ventaglio di argomenti: dalla Rigenerazione alla Bellezza, dalla Compassione alla Comunione, passando per la Cooperazione, la Cura, il Dono, la Libertà, il Ritrovarsi, la Trasfigurazione. Il volume, in alcuni tratti non di semplicissima lettura, traccia in questo modo un percorso che aiuta i lettori a ritrovare una più vera umanità, e a gettare le basi per una comunicazione autentica tra gli alberi e tutti gli esseri viventi.
In definitiva, e in estrema sintesi, possiamo dire che questo di padre Guidalberto Bormolini è un libro che «vuole essere un appello alla coscienza, per aprirsi a un rapporto spirituale con tutta la creazione e il suo Creatore»: una via per riscoprire quanto la natura possa davvero aiutarci a vivere una vita più piena, più ricca di significato, più sana, più bella e più buona. Più umana. Purché ne reimpariamo il linguaggio, con rispetto e amore.
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