È una questione fondamentale per ogni credente. Perché il «Dio degli eserciti» si può comprendere solo in relazione al tempo in cui vivevano gli umani per cui quell’immagine è stata utilizzata. Per noi cristiani, invece, il centro è Gesù Cristo.
Un sacramento non facile da vivere, ma che diventa una grande occasione di fare esperienza dell’amore misericordioso di Dio, più grande del nostro peccato.
Come possiamo leggere alcune parabole che ci lasciano spiazzati? Spesso in esse si rende palese un messaggio che ci invita a uscire dai nostri schemi, a metterci in discussione.
Dio ci incontra lì dove siamo, nella situazione, anche complicata e drammatica, in cui stiamo vivendo. Perché un rinnovato cammino di fede è sempre possibile, con determinate condizioni.
Crescere un figlio assomiglia a un’opera d’arte, in cui l’artista fa emergere una bellezza che precede l’opera stessa. È un orizzonte in cui non si è mai acquietati, mai arrivati, in cui il cambiamento, l’imprevisto la fanno da padroni.
Negli ultimi anni sono nate varie associazioni a servizio dell’accoglienza e della formazione dei cristiani LGBT, favorendo percorsi per loro, per i familiari e per gli operatori pastorali. Una di esse è «La Tenda di Gionata»...