Resto sempre colpita dagli sguardi «che vedono». Che vedono davvero, intendo. Non quelli che si posano superficialmente sulle cose o le situazioni del quotidiano, ma le penetrano nel profondo e vi trovano un senso e un significato inimmaginabili a chi spesso sorvola distratto sulla realtà che lo circonda. Sono sguardi originali, che richiamano quasi una «poetica del subliminale» che sa cogliere nel quotidiano l’essenza del vivere.
Pubblichiamo la seconda parte del dossier di settembre. Viaggio al centro di un’attitudine alla base di ogni relazione, personale e sociale, che oggi appare sempre più difficile da vivere. A che cosa è dovuta questa difficoltà?
Viaggio al centro di un’attitudine alla base di ogni relazione, personale e sociale, che oggi appare sempre più difficile da vivere. Perché? A che cosa è dovuta questa difficoltà? E, soprattutto, come affrontarla?
Nel 2026 ricorrono i cent'anni dall'attribuzione del Premio Nobel per la Letteratura (ritirato poi nel 1927) a Grazia Deledda, la scrittrice sarda unica donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento.
Pubblichiamo la terza parte del dossier di luglio-agosto dedicato a un turismo che cerca i luoghi in cui operano o hanno operato coloro che promuovono valori profondamente umani.
«Un attimo prima era un amico che insiste, vieni al mare questo fine settimana, dài vieni non essere pigra, prendiamo a noleggio una barchetta e andiamo al largo. Un attimo dopo era quando, l’intervento? Subito. Subito quando? Lunedì. Un attimo prima era sabato, un attimo dopo era lunedì». Il tempo di prima e quello di dopo: di questo, a lungo, parla l’ultimo bellissimo libro di Concita De Gregorio, La cura, anche se molto più importante è il tempo di dopo, in queste pagine, un tempo incredibilmente buono, abitato dalla leggerezza.