Un sacramento non facile da vivere, ma che diventa una grande occasione di fare esperienza dell’amore misericordioso di Dio, più grande del nostro peccato.
Come possiamo leggere alcune parabole che ci lasciano spiazzati? Spesso in esse si rende palese un messaggio che ci invita a uscire dai nostri schemi, a metterci in discussione.
Dio ci incontra lì dove siamo, nella situazione, anche complicata e drammatica, in cui stiamo vivendo. Perché un rinnovato cammino di fede è sempre possibile, con determinate condizioni.
Crescere un figlio assomiglia a un’opera d’arte, in cui l’artista fa emergere una bellezza che precede l’opera stessa. È un orizzonte in cui non si è mai acquietati, mai arrivati, in cui il cambiamento, l’imprevisto la fanno da padroni.
Ma come parlava Gesù? Stando ai vangeli, ha usato vari timbri o toni: quello amorevole ma pure quello arrabbiato o particolarmente assertivo. Ma, al di là del timbro, ciò che ha contraddistinto le sue parole era che sempre instauravano relazioni.
I vangeli non vogliono essere cronache puntuali della vita di Gesù, ma biografie scritte da credenti, il cui scopo non è quello di raccontare per filo e per segno quanto accaduto, ma di aprire il cuore alla fede.