I «visitatori» di Hernan Bas

Racconta il turismo attraverso volti di uomini occidentali, inseriti in scenari reali ma anche immaginari, la mostra «Hernan Bas. The Visitors» a Venezia fino al 30 agosto.
25 Maggio 2026 | di

Capello corto e pelle chiara con qualche lentiggine in viso, un giovane fissa la Gioconda di Leonardo mentre indossa una t-shirt a lei dedicata, nella celebre sala del Louvre di Parigi. Tra il ragazzo e l'opera (che noi non vediamo): un nastro retrattile nero crea una barriera fisica ma anche mentale. È la barriera che divide il presente dal passato, la realtà dall'immaginazione, ma anche il turismo dalla cultura locale. Non a caso quest'opera firmata da Hernan Bas nel 2025 con il titolo di Alone with Lisa (the Louvre, Paris) fa parte degli oltre trenta dipinti che l'artista statunitense (Miami, 1978) ha concepito - all'interno di una installazione immersiva - appositamente per la Galleria Internazionale d'Arte Moderna Ca' Pesaro, dove fino al 30 agosto, nelle Sale Dom Perignon, si può visitare la mostra «Hernan Bas. The Visitors».

Curata da Elisabetta Barisoni in collaborazione con Victoria Miro, Lehmann Maupin e Perrotin, l'esposizione rappresenta il turismo attraverso i volti di uomini occidentali, inseriti in scenari reali ma anche immaginari, tra siti storici, spazi sacri, luoghi naturali e persino mete del dark tourism, come Chernobyl, Alcatraz o la foresta di Aokigahara, nota anche come la foresta dei suicidi, per l'alto numero di persone che ogni anno la scelgono come luogo per togliersi la vita.

Obiettivo di Hernan Bas: mettere in luce i clichè del turismo, ma anche sottolineare la disconnessione che spesso esiste tra luoghi e visitatori, giovani spesso maldestri e disorientati che l'artista collega ironicamente a una realtà sempre più globalizzata, nonchè priva di riferimenti culturali o geografici stabili. «Nelle sale della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia ci accoglie una teoria di personaggi che, a prima vista, sembrano rappresentazioni di gioventù immersa nella scoperta del mondo ma che rivelano invece una situazione assurda, paradossale, comica - spiega Elisabetta Barisoni, responsabile di Ca’ Pesaro e curatrice della mostra -. La serie monumentale rappresenta una visione che è sempre sotto i nostri occhi, fatta di turismo credulone, voyeur, oltre il limite del rispetto per l'altro e, in casi estremi, per la dignità umana. In opere che a prima vista sembrano fotografie-ricordo o souvenir esotici, vacillano storia e memoria, mentre il senso stesso di realtà si incrina».

Nella foto, da sinistra: The Self-designated Representative of Marie Laveau's tomb on Mardi Gras (New Orleans), 2025; Security in the shape of a silhouette (Audio tour, the kitchen at Alcatraz prison), 2025; Alone with Lisa (the Louvre, Paris), 2025.

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Data di aggiornamento: 25 Maggio 2026
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