Le ragazze della scienza
La presenza delle donne nell’ambiente accademico è stata una conquista molto faticosa, specialmente nell’ambito scientifico (fisica, chimica, matematica). Poteva essere un genio, ma il semplice fatto di essere donna era visto come squalificante. Il lavoro di Olivia Campbell, giornalista autrice di questo libro, restituisce un quadro ben documentato e di avvincente lettura del percorso di vita di quattro donne hanno segnato passi importanti per lo sviluppo della fisica moderna: Lise Meitner (1878-1968), Hedwig Kohn (1887-1964), Hildegard Stücklen (1891-1963) e Hertha Sponer (1895-1968). Spesso sono state messe in secondo piano o del tutto ignorate, anche quando hanno collaborato in modo cruciale alla scoperta di importanti risultati fisici: uno su tutti, la fissione nucleare, per cui è stato insignito del Nobel Otto Hahn, senza riconoscere il contributo decisivo di Lise Meitner, prima professoressa a pieno titolo di fisica a livello accademico in Germania.
La dichiarazione di pari diritti della Costituzione di Weimar (1919) all’inizio faceva ben sperare: diversi nuovi incarichi e posizioni si aprivano, pur rimanendo molti ostacoli. Soprattutto le traiettorie delle carriere erano molto diverse rispetto agli uomini, in merito allo stipendio, alle promozioni, al sostegno istituzionale. Spesso il ruolo della donna era pensato come madre di famiglia, ideale che poi è stato imposto durante il Nazismo (“lo scopo dell’educazione femminile dev’essere, incrollabilmente, quello di diventare madre” pontificava Hitler). Con l’avvento del Terzo Reich, progressivamente le donne sono state estromesse dai ruoli di insegnamento, soprattutto nell’Università. Solo alcune, come Lise Meitner, riusciranno a mantenere un posto di lavoro fin quasi alla fine degli anni Trenta.
La questione per molte diventava quella lavorativa: non c’era possibilità in Germania per continuare le loro ricerche. Il libro racconta, con molti particolari, la difficile ricerca di un lavoro all’estero, soprattutto negli Stati Uniti: per questo era necessaria la disponibilità di un posto accademico, ma il crescente clima di xenofobia, coniugato con il sessismo dell’epoca, creava un ostacolo importante, che solo pochi uomini e ancor meno donne hanno potuto superare. Situazione che era destinata a peggiorare drammaticamente alla fine degli anni Trenta, con la persecuzione sempre più violenta nei confronti degli ebrei (Hedwig e Lise erano di origine ebraica). Per questo, fondamentale è stato l’aiuto di amici e colleghi già all’estero: fra tutti spicca James Franck, insignito del Nobel per la fisica nel 1925, e già emigrato nel 1933. Se la caratura scientifica di queste donne è ispirazione e incoraggiamento per molte, le loro storie mostrano come «la sorellanza e la curiosità scientifica possano scavalcare i confini e resistere, persino prosperare, di fronte a difficoltà apparentemente insormontabili».
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